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Il paradosso dell’ignoranza

Mistificazioni, strampalate teorie del complotto, fake-news e dissonanza cognitiva avanzano trionfanti, avvelenando l’Informazione.

Il drammatico momento che stiamo vivendo con l’emergenza sanitaria dovuta al covid-19 ci sta mostrando anche un processo di avvelenamento dei pozzi dell’informazione, del dibattito scientifico, della riflessione etica sulla Società contemporanea e dei fondamenti della conoscenza.

Col concetto di “modernizzazione riflessiva”, studiosi come Beck e Giddens ci avevano già messo in guardia da ciò che sta accadendo, ovvero la sconfitta dei saperi esperti.

Dunque, dalle inquietanti teorie che mettono in relazione l’intero complesso argomentativo dell’attualità, disegnando uno schema piramidale con al vertice entità oscure e cospirazioniste, a ricercatori eremiti senza studi e tantomeno prove, in direzione ostinatamente contraria alla comunità scientifica, passando per le divinizzazioni dal sapore new age impegnate nella negazione di Dio e dell’ordine terreno della Chiesa, ma che ne enfatizzano talmente la dialettica da divenire essi stessi i fondatori della loro Chiesa,  ci troviamo davanti ad una prevista conseguenza della globalizzazione, che altro non è che caos, privo di responsabili diretti, come sottolinea Bauman, e che si nutre e prolifica proprio grazie alla errata convinzione delle masse che esista un disegno, un piano, un potere occulto che trama e muove i fili.

L’analisi sul tema fake-news e le teorie del complotto che viaggiano come treni impazziti sui binari del web, trova terreno fertile nella psicologia sociale che attraverso lo studio dei bias cognitivi, soprattutto quello di conferma, ci spiega che in un mondo dominato dal rischio e dall’incertezza, l’individuo è naturalmente portato a cercare sicurezza e per questo attiva un processo di selezione delle informazioni atto a confermare le proprie convinzioni.

Non sono la verità e la conoscenza gli elementi che muovono il processo di comprensione e interpretazione del mondo, bensì la finale autovalutazione di sé in termini positivi. Dunning e Kruger mettono in relazione la conoscenza percepita di un determinato argomento e l’esperienza effettiva maturata sul campo attraverso uno studio e osservano frequenti fenomeni in cui minore è la conoscenza e maggiore risulta essere la sopravvalutazione delle proprie capacità e dunque del proprio titolo a dissertare di argomenti complessi che non rientrano nel proprio campo di esperienza: prodotto finale di tale processo è il trionfo del “paradosso dell’ignoranza” che si amplifica in maniera esponenziale sul web e di riflesso sui social network, ancorando posizioni fantascientifiche ed eufemisticamente bizzarre accanto a posizioni scientifiche ufficiali e realtà dei fatti, condividendo lo stesso territorio digitale, agendo da surreale contrappeso e spesso anche finendo nell’agenda setting più o meno istituzionale.

Così come Apelle ammonì il calzolaio che lo criticò per il disegno di un sandalo in suo dipinto a non giudicare più in su della calzatura, ovvero il suo campo esperienziale, con la proverbiale frase “Sutor, ne ultra crepidam”, anche la nostra Società dovrebbe essere l’arena di coloro che rispettano i confini di competenza, il che non vuol significare non porsi dei dubbi o non far fremere la propria curiosità, ma vuol dire studiare, imparare e dare senso pratico all’esperienza.

Anche a livello giuridico l’industria dell’informazione si sta muovendo per arginare il fenomeno delle fake-news e delle pericolose teorie cospirazioniste che come un gigantesco amo pescano  sempre più proseliti, lo stanno facendo con policy, soprattutto sul web e riguardanti le piattaforme social, per impedirne la diffusione, perché è fondamentale ricordare che gli effetti delle fake-news precipitano a cascata sulla vita delle persone e contribuiscono concretamente al disagio sociale che può trovare sfogo, in ultima istanza, in forme di devianza.

“Soffriamo tutti per colpa della storia, ma il paranoico soffre il doppio, poiché è afflitto non solo dal mondo reale, come tutti noi, ma anche dalle sue ossessioni” [R. Hofstadter]

About Giannicola D'Angelo (68 Articles)
Laureato in Sociologia presso l'Università degli Studi "G. D'Annunzio" di Chieti, si occupa di comunicazione, studi sociali e Osservatorio povertà e risorse della diocesi Pescara-Penne.