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Monsignor Giovanni Gaspari ordinato Vescovo

"Sei chiamato a svolgere il ministero episcopale che oggi ti viene conferito come Nunzio Apostolico - ha spiegato il cardinal Parolin - esercitando cioè la funzione di rappresentare il Santo Padre e la Santa Sede presso le Chiese particolari e gli Stati a cui sei inviato"

Stamattina l’ordinazione del sacerdote pescarese nella Basilica Vaticana

L'ordinazione episcopale di Mons. Giovanni Gaspari, presso l'Altare della Cattedra

Questa mattina nella Basilica di San Pietro in Vaticano è stata celebrata l’ordinazione episcopale di monsignor Giovanni Gaspari, sacerdote dell’Arcidiocesi di Pescara-Penne impegnato presso il Servizio diplomatico della Santa Sede. Il 21 settembre scorso, infatti, Papa Francesco aveva nominato il presbitero pescarese Nunzio Apostolico in Angola e São Tomé e Principe, assegnandogli la sede titolare vescovile di Alba Marittima.

Oggi dunque monsignor Gaspari è stato consacrato dal cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità, insieme ai due conconsacranti monsignor Paul Richard Gallagher, Segretario per i rapporti con gli Stati, e monsignor Tommaso Valentinetti, Arcivescovo di Pescara-Penne.

Mons. Valentinetti impone le mani su Mons. Gaspari

Insieme all’Arcivescovo Valentinetti, erano presenti anche molti sacerdoti della diocesi di Pescara tra cui monsignor Francesco Santuccione e monsignor Gino Cilli, che durante la celebrazione hanno svolto il servizio di assistenti del neo-eletto vescovo Gaspari; il servizio liturgico è stato invece affidato ai diaconi pescaresi don Sergio Diella e don Roberto Grifaci e ai seminaristi della diocesi. A causa delle restrizioni sanitarie, è stata limitata la partecipazione dei laici alla celebrazione, alla quale hanno comunque presenziato gli Ambasciatori di Angola presso la Santa Sede e presso l’Italia nonché le delegazioni degli Stati presso cui monsignor Gaspari ha svolto il proprio servizio diplomatico.

«Gesù mostra ai suoi discepoli un modello del tutto nuovo di autorità, che si manifesta come paradossale e sublime servizio di Dio per noi. – ha spiegato il cardinale Parolin durante l’omelia -Ogni autorità umana trova di conseguenza la sua ragion d’essere e la sua nobiltà nell’imitare lo stile divino. Il Figlio di Dio ha voluto farsi servitore dell’essere umano e quest’ultimo è chiamato a imitarlo servendo il prossimo. Ciascuno, mettendo a disposizione la propria persona con tutte le sue doti e facoltà, potrà così diventare grande nell’amore e regnare insieme a Cristo».

«Egli ci insegna a considerare ogni autorità come strumento per operare il bene verso tutti, in maniera speciale verso i più bisognosi. – ha  proseguito il porporato – Ci insegna a trasformare ogni potere in un dono prezioso a beneficio dalla comunità e di ogni singola persona. In tal modo ci libera dalla concezione del potere e della ricchezza come fonte di dominio e di arroganza e ci rivela che a legittimare l’autorità è la capacità di servire, resa possibile e purificata dall’amore di Dio».

Il cardinale Pietro Parolin

Le parole di Gesù – ha spiegato Sua Eminenza – «aspirano a trovare realizzazione anche in ogni Vescovo, che succedendo agli Apostoli, è chiamato a testimoniare e a vivere la medesima loro fede in Cristo Risorto e a configurarsi a Cristo Capo, per servire il gregge a lui affidato e compiere con dedizione, onore e coraggio la missione ricevuta».

Il cardinal Parolin ha dunque citato le parole pronunciate dal Santo Padre Francesco in occasione di una ordinazione episcopale. «Riflettete che siete stati scelti fra gli uomini e per gli uomini e siete stati costituiti nelle cose che riguardano Dio. Episcopato infatti è il nome di un servizio, non di un onore, poiché al Vescovo compete più il servire che il dominare secondo il comandamento del Maestro: “Chi è più grande tra voi diventi come il più piccolo e chi governa come colui che serve.” Siate servitori di tutti, dei più grandi e dei più piccoli».

«Caro monsignor Giovanni – ha esclamato il prelato – con questo spirito sei chiamato a svolgere il ministero episcopale che oggi ti viene conferito. Lo farai come Nunzio Apostolico, esercitando cioè la funzione di rappresentare il Santo Padre e la Santa Sede presso le Chiese particolari e gli Stati a cui sei inviato. È un compito da espletare con alto senso di responsabilità e con zelo pastorale, ma al tempo stesso con gioiosa fiducia e con il costante e prudente aiuto di Dio. La tua missione deve rendere visibile ed effettiva la sollecitudine del Santo Padre per le Chiese locali. Porterai poi alle Chiese e agli Stati ai quali sei inviato gli insegnamenti del Santo Padre. Quello del Nunzio Apostolico è un lavoro volto a favorire l’intesa e la pace tra le nazioni, è un servizio reso al bene della Chiesa e alla pace nel mondo. Esso sarà tanto più efficace e luminoso quanto più verrà costantemente alimentato dalla vita di preghiera e dalla meditazione della Parola di Dio e quanto più si incarnerà in uno stile di vita che lasci trasparire la luce del Vangelo: uno stile di vita di bontà, semplicità, discrezione, umiltà, pacatezza, mitezza; stile di vita che, grazie a Dio, ti è già connaturale».

«Caro monsignor Giovanni ti sei lungamente preparato per questa missione che il Santo Padre ti ha affidato. – ha evidenziato il cardinale, ricordando gli studi accademici e le attività diplomatiche del neo-eletto Vescovo – Ogni esperienza svolta e studio compiuto ti saranno utili nel tuo lavoro, ma più ancora ti sarà utile la tua fervida devozione e l’intensità del quotidiano dialogo d’amore con il Signore».

«San Giovanni il Battista, tuo patrono, e San Cetteo Vescovo e martire, patrono della città e della diocesi di Pescara-Penne, che ho avuto la gioia di celebrare proprio nella tua città sabato scorso, ti accompagnino e ti benedicano» ha concluso Sua Eminenza.

About Alfredo Battisti (40 Articles)
Classe 2000, è di Torre de' Passeri. Ha conseguito il diploma con lode al Liceo Scientifico di Popoli. Studia Giurisprudenza presso l'Università LUMSA di Roma.