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“La nostra missione è tessere relazioni di fraternità”

La nostra diocesi – ricorda il direttore del Centro missionario diocesano – si è impegnata per 10 anni in questo progetto denominato Vllaznia, ovvero Fratellanza, che terminerà l’anno prossimo. Abbiamo capito che è venuto il momento di aiutare l’Albania a fare un passo in più divenendo autonoma da un punto di vista ecclesiale"

Lo ha spiegato don Massimo Di Lullo, in occasione della Giornata missionaria mondiale trascorsa ieri

Don Massimo Di Lullo, direttore dell'Ufficio missionario diocesano

“Eccomi, manda me” e Tessitori di relazioni. Sono stati questi i due temi, scelti rispettivamente da Papa Francesco nel suo messaggio ufficiale e dalla Conferenza episcopale italiana per l’iniziativa ufficiale, a fare da sfondo alla Giornata missionaria mondiale che è stata celebrata ieri in tutte le parrocchie e le Chiese del mondo, compreso quella dell’Arcidiocesi di Pescara-Penne: «Papa Francesco – premette don Massimo Di Lullo, direttore dell’Ufficio missionario diocesano -, nel suo messaggio per questa giornata divulgato a Pentecoste, ha parlato di vivere quest’anno – segnato da sofferenze e sfide relative a questo tempo di pandemia – come Chiesa missionaria. A maggior ragione questa chiamata alla missione, una chiamata essenzialmente ad uscire da se stessi, diventa un’opportunità di condivisione, servizio ed intercessione. Questo tempo di pandemia e di povertà ci interpella, ci interroga. Il Papa diceva che, in questo contesto, ”Dio continua a cercare e ad inviare”. Quell’“Eccomi, manda me” presuppone una disponibilità interiore, che tutti i discepoli battezzati dovrebbero avere, ad essere inviati. Che non significa necessariamente fare la valigia e partire in missione. E la situazione di pandemia che viviamo è essa stessa una missione. Già il fatto di non permettere che tutto quello che stiamo vivendo  ci allontani dagli altri, ci renda insofferenti e meno sensibili, già questo è una chiamata».

Quindi don Massimo ha risposto su quale possa essere la missione, per ogni cristiano, al tempo del Covid-19: «Il Papa – ricorda il presbitero – in un messaggio rivolto alle Pontificie opere missionarie, le invitava ad evitare alcune insidie. In modo particolare a non complicare ciò che è semplice e ad intensificare la preghiera e la colletta, che sono due elementi fondanti della Giornata missionaria mondiale. Pregare per il Signore, perché apra Lui i cuori al Vangelo, e partecipare alla colletta per contribuire alle nostre missioni nel mondo».

A tal proposito quella nella diocesi di Sape in Albania, attivata dalla Chiesa di Pescara-Penne, sta volgendo al termine: «La nostra diocesi – ricorda il direttore del Centro missionario diocesano – si è impegnata per 10 anni in questo progetto denominato Vllaznia, ovvero Fratellanza, che terminerà l’anno prossimo. L’arcivescovo Valentinetti ha pensato di procedere un rientro scaglionato con me, rientrato già quest’anno, e i laici che rientreranno il prossimo anno. Valutando le cose, dopo questo decennio di missione, abbiamo capito che è venuto il momento di aiutare l’Albania a fare un passo in più divenendo autonoma da un punto di vista ecclesiale. Quando iniziammo c’erano tante parrocchie scoperte, il primo sacerdote missionario diocesano don Giovanni Cianciosi seguiva sette villaggi. Io, ultimamente, ne seguivo solo due».

È interessante, poi, il collegamento tra il messaggio di Papa Francesco per la Giornata missionaria mondiale “Eccomi, manda me” e l’iniziativa della Chiesa italiana “Tessitori di relazioni”. Come dire “Eccomi, manda me a costruire relazioni, a tessere fraternità”. Quest’ultima diviene la missione della comunità cristiana in questo tempo. Del resto anche la preghiera ufficiale di questo periodo, ad un certo punto dice “Signore Gesù, se guardiamo al rovescio la tessitura della nostra storia, vediamo fili spezzati e riannodati, troviamo passaggi difficili che ci sono costati fatica e lacrime. Eppure, Signore, sappiamo che sei sempre tu che tieni in mano il nostro telaio. Tu che incroci il nostro impegno con i colori di fratelli e sorelle. Tu che ci aiuti ogni giorno a tessere fraternità, a stendere la pace come una tovaglia preziosa, perché i popoli si uniscano al banchetto della vita”».

Dopo aver partecipato alla Giornata missionaria mondiale, è possibile continuare a partecipare all’ottobre missionario soprattutto attraverso la preghiera: «Anche da casa, per chi non può muoversi – precisa don Massimo Di Lullo -. Sarebbe bello se nella preghiera finale del pasto, le famiglie lasciassero entrare tutto il mondo a tavola. Mi piace pensare che Gesù, insegnandoci a pregare il Padre nostro, ci abbia insegnato una preghiera missionaria perché in quel “nostro” c’è il mondo intero. E poi, anche sulla pagina Facebook Centro missionario diocesano, stiamo caricando schemi di preghiera. Invece, per quanto riguarda la colletta, quella di questa terza domenica di ottobre verrà indirizzata, in tutte le parrocchie, alle missioni. Quella piccola offerte è un gesto di comunione molto bello. San Paolo, fin da quel tempo, invitava molto le comunità che avevano di più a sostenere quelle che avevano di meno».

About Davide De Amicis (3335 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa metropolitana di Pescara-Penne. Recentemente ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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