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Covid-19: “Il Signore ci liberi da questo flagello che sembra infinito”

"Non possiamo e non dobbiamo dimenticare soprattutto i morti di questa pandemia - sottolinea il cardinale Bassetti -, uomini, donne, anziani, giovani, sacerdoti e religiosi, che sono stati strappati alla vita dalla violenza del virus. Vogliamo pregare per loro, per i loro cari, per quanti stanno ancora soffrendo e per tutti gli operatori sanitari che sono impegnati in prima linea e, con dedizione e professionalità, si prendono cura degli ammalati"

Lo ha affermato oggi il presidente della Cei Bassetti, presiedendo una messa in memoria delle vittime della pandemia

Il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, presiede la messa

Anche il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana, stamani nella Cappella del Gesù Buon Pastore a Roma ha presieduto una santa messa in memoria delle vittime della pandemia, aderendo ad un’iniziativa promossa dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee). Ad oggi, infatti, i morti a causa del Covid-19 ammontano a 800 mila in Europa.

Anche per questo, il cardinale Bassetti ha ringraziato l’organismo ecclesiastico europeo per “la catena eucaristica in suffragio di centinaia di migliaia di persone”: «Preghiamo per i morti della pandemia – esordisce il porporato -, non solo per quelli caduti a causa dell’infezione, ma anche per le tante persone con altre malattie che non possono essere curate per il sovraffollamento negli ospedali. Preghiamo per gli operatori sanitari, per i medici, per i sacerdoti, per i disagi che si sono creati nelle famiglie. Quello che si sente di più quando si sta per morire è la solitudine. C’è differenza tra il morire soli o con qualcuno che ti stringe una mano, manifesta un segno di affetto e dice di non aver paura. Preghiamo perché il Signore ci liberi da questo flagello che ci ha colpito e che sembra non avere fine».

Ha concelebrato il segretario generale della Cei, monsignor Stefano Russo

Ma il pensiero del cardinale Bassetti non è andato solo alle vittime: «È importante ricordare – sottolinea – anche tutte le famiglie che hanno subito lutti e tutti coloro che ancora sono colpiti dal virus, tutti i malati. Questo gesto, così significativo, è un segno di comunione e di speranza per l’intero Continente europeo».

Il presidente della Cei Bassetti ha quindi espresso la sua gratitudine verso «quanti continuano a dedicarsi alle persone più bisognose di cure – afferma -. I medici, gli operatori sanitari, i volontari e tutti coloro che sono in prima linea in questo momento così delicato. Non possiamo e non dobbiamo dimenticare soprattutto i morti di questa pandemia, uomini, donne, anziani, giovani, sacerdoti e religiosi, che sono stati strappati alla vita dalla violenza del virus. Vogliamo pregare per loro, per i loro cari, per quanti stanno ancora soffrendo e per tutti gli operatori sanitari che sono impegnati in prima linea e, con dedizione e professionalità, si prendono cura degli ammalati».

Infine, l’arcivescovo ha ricordato i quattro sacerdoti deceduti a causa del virus nella sua diocesi e, in particolare, don Gustavo di Ponte Pattoli, che «è morto dicendo “Offro volentieri la mia vita per l’arcivescovo, purché possa riprendersi dal morbo”».

About Davide De Amicis (3510 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa metropolitana di Pescara-Penne. Recentemente ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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