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“Comunione e missione le parole che sento nel cuore per questo mandato”

Un cammino sinodale che continua con l’ascolto: "Una Chiesa che ascolta, e l’ascolto ferisce – ricorda il cardinale Zuppi -. Quando la Chiesa ascolta, fa sua la sofferenza. Alla comunità ecclesiale il compito di capire come essere madre vicina e come incontrare i tanti compagni di strada di questo viaggio, tramite un’azione di sostegno, vicinanza e sinodalità"

Lo ha affermato ieri il cardinale Zuppi, commentando a caldo la sua nomina a presidente della Cei

Il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei - Ph: Cristian Gennari/Siciliani

«Ringrazio il Signore per la fiducia e ringrazio anche voi per la fiducia». Sono state queste le prime parole rivolte ieri dal neo presidente della Conferenza episcopale italiana e arcivescovo di Bologna, il cardinale Matteo Zuppi, ai suoi confratelli vescovi riuniti nell’Assemblea generale a Roma, in seguito alla nomina compiuta da Papa Francesco: «Sono rimasto colpito dalle parole di Bassetti, “comunione e missione” – afferma il porporato, facendo riferimento alle parole usate dal suo predecessore Bassetti, nel discorso introduttivo dei lavori -. Sono le stesse parole che sento nel cuore per questo mandato. Cercherò di fare del mio meglio, ce la metterò tutta. Restiamo uniti nella sinodalità, nella comunione, nella preghiera. Grazie a tutti, a presto».

Dopo le prime dichiarazioni a caldo, il cardinale Zuppi ha parlato ancora incontrando la stampa e rivolgendo un pensiero sul momento che stiamo vivendo, in Italia, in Europa, nel mondo e come Chiesa: «Due cose strettamente unite – osserva il presidente della Cei -. La pandemia da Covid 19 ha rivelato le nostre fragilità e le nostre debolezze, con tutte le domande che ha aperto, le consapevolezze e le dissennatezze che ha provocato. Alla pandemia si è aggiunta la guerra, che con tanta insistenza Papa Francesco aveva indicato e ricordato nella Fratelli tutti, con i temi legati alla guerra – ad esempio il nucleare – e che in queste settimane e in questi mesi terribili sta coinvolgendo tutto il mondo, non facendoci dimenticare i pezzi delle altre guerre, che sono anch’esse guerre mondiali. È in questo contesto che si colloca il cammino della Chiesa italiana verso il sinodo generale e sulla sinodalità e che continuerà, per la Chiesa italiana, come cammino sinodale, coinvolgendo tutte le sue componenti pe poi arrivare a delle decisioni».

Un cammino sinodale che continua con l’ascolto: «Una Chiesa che ascolta, e l’ascolto ferisce – ricorda il cardinale Zuppi -. Quando la Chiesa ascolta, fa sua la sofferenza. Alla comunità ecclesiale il compito di capire come essere madre vicina e come incontrare i tanti compagni di strada di questo viaggio, tramite un’azione di sostegno, vicinanza e sinodalità».

In seguito il neo presidente dei vescovi italiani, ha ringraziato i suoi predecessori a partire dal cardinale Poma: «Che per primo – ricorda il porporato – ha guidato la Cei e ha vissuto un periodo di grande cambiamento. Lo ricordo con tanta riconoscenza». Poi il cardinale Poletti: «Che è stato il vescovo nei mei primi anni di sacerdozio – ricorda l’arcivescovo di Bologna – e che, con grande coraggio, diede alla Comunità di Sant’Egidio la chiesa di Sant’Egidio, dando fiducia a questo gruppo di ragazzi».

Di Poletti, Zuppi ha ricordato inoltre il “coraggio sinodale” di indire il Convegno Carità e giustizia del 1974, «che ha rappresentato per la Chiesa di Roma un grande momento sinodale, di grande coinvolgimento di tutti e di grande responsabilità dei laici». Citando poi i cardinali Ruini e Bagnasco, Zuppi ha rivelato: «Li ho chiamati tutti e due poco fa – racconta -, chiedendogli udienza e ringraziandoli per la loro sapienza, la loro storia, ed esprimendo riconoscenza». Infine, il cardinale Zuppi ha rivolto il suo “grazie” al cardinale Bassetti: «Che in questi anni – riconosce -, con tanta paternità e amicizia, ha guidato la Chiesa italiana, creando tanta fraternità di cui anche io ho beneficiato». Infine, il neo presidente della Cei ha fatto un riferimento alla sua diocesi: «A Bologna, dopo il Padreterno e qualche volta anche prima – afferma – c’è la Madonna di San Luca. È già scesa, domani (oggi per chi legge) ci sarà la benedizione nella piazza. Non potrò essere presente, ma chiedo alla Madonna di San Luca e a Maria madre della Chiesa di accompagnarmi e di accompagnarci in questo cammino che comincia per me come presidente, ma è un cammino di tutta la Chiesa italiana».

In conclusione ancora un pensiero all’Assemblea generale dei vescovi italiani: «Oggi, per la prima volta – conclude – c’erano tanti referenti e tanti laici. È un pezzo di sinodalità che mi incoraggia. Nelle tante sfide che deve affrontare con tanti compagni di viaggio, consapevoli o non consapevoli, la Chiesa farà risplendere l’amore di Dio di cui il mondo ha tanto bisogno».

About Davide De Amicis (3929 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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