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Restituita a Bisenti la Madonna in trono: “Gioisce la madre Chiesa”

"Se chi l’ha concepita questa immagine della Madonna l’aveva fatta bella, molto bella, veramente espressiva – conclude monsignor Tommaso Valentinetti, contemplando l’opera -, i secoli l’avevano rovinata, ma il restauro l’ha resa bellissima. Complimenti"

Lo ha affermato martedì don Lugi Marrone, parroco di Bisenti, accogliendo la statua restaurata

L'arcivescovo Valentinetti sosta in preghiera davanti l'antica statua

Quella di martedì è stata una grande giornata di giubilo per la comunità parrocchiale di Bisenti, sulla sponda teramana dell’Arcidiocesi di Pescara-Penne, che ha potuto restituire alla venerazione dei fedeli completamente restaurata grazie al progetto “Opera tua”, finanziato dai clienti di Coop Alleanza 3.0 attraverso la propria spesa nei punti vendita di Montesilvano e San Giovanni Teatino la statua della Madonna in trono, detta “degli angeli”: una statua in terracotta policroma di scuola abruzzese del XVI secolo, attribuita allo scultore Gian Francesco Gagliardelli.

L’arcivescovo Valentinetti pronuncia l’omelia

La cerimonia di riconsegna, aperta dalla messa solenne presieduta dall’arcivescovo monsignor Tommaso Valentinetti, si è svolta in una parrocchia di San Pietro Apostolo gremita da autorità e semplici cittadini in festa: «È una grande gioia, questa sera – esordisce il presule -, ritrovarci insieme a celebrare i divini misteri in onore della Vergine Maria, in occasione di tante situazioni belle. La riapertura dei locali parrocchiali delle casa canonica, la restituzione dell’immagine di Maria debitamente restaurata e anche altri momenti di gioia, personale e fraterna, che condivideremo insieme».

Don Luigi Marrone, parroco di Bisenti

Al termine della liturgia eucaristica, concelebrata dal parroco don Luigi Marrone insieme al neo vicario foraneo di Cermignano don Raffaele Di Giacinto e al vicario foraneo di Castiglione Messer Raimondo don Michele Cocomazzi, e prima della scopertura del velo sulla statua mariana restaurata, è stato proprio don Luigi ad intervenire per ringraziare quanti hanno reso possibile questo evento: «Mi vengono in mente – afferma il parroco – le parole con cui San Giovanni XXIII aprì il Concilio Vaticano II “Gioisce la madre Chiesa”. Oggi questa chiesa parrocchiale di Bisenti gioisce, perché vede in questi eventi un segno di rinascita e di speranza. Ma tutto questo è possibile anche grazie alla mediazione umana. Il primo ringraziamento va al Signore, per gli innumerevoli benefici che sempre ci dona. Un grazie alla dottoressa Rossella Calanca, restauratrice della Madonna, che ha fatto un lavoro difficile, nel senso che ho avuto modo di seguire alcune fasi del lavoro e devo dire che è stato veramente certosino, molto complicato e delicato, ma è stato portato avanti con grande perseveranza. E un grazie ovviamente a chi ha promosso la riqualificazione di quest’opera, quindi ai soci della Coop che sono qui presenti e hanno finanziato questo lavoro».

La parrocchia di Bisenti gremita da fedeli e autorità

E ieri, con l’occasione, don Luigi Marrone ha celebrato anche il sesto anniversario come parroco di Bisenti: «È un’esperienza bella, forte, difficile – commenta il presbitero -, abbiamo passato dei momenti veramente difficili, ma il Signore ci ha dato la grazia di superarli. Manteniamo ancora la fermezza di Maria, il nostro dire sì a Lui, nonostante la nostra piccolezza, nonostante la nostra debolezza, continuiamo a dire il nostro sì, nella consapevolezza che Dio sa trasformare in grande ciò che è piccolo».

Rossella Calanca, restauratrice

A seguire è stata proprio la restauratrice Rossella Calanca a raccontare la complessità del lavoro svolto: «La scultura – spiega l’esperta – aveva gravi problemi di conservazione nella parte inferiore della base, con grandi fratture, oltre alla superficie pittorica che era molto deteriorata. Dopo la fase di ristrutturazione della base, che è stata abbastanza complessa perché ogni frammento ha il suo peso e riposizionarlo non è stato semplice, siamo passati poi alla cultura iniziale della scultura, che era deteriorata e aveva molte superfetazioni. Le mani erano piuttosto disorganiche, molto grandi, non c’era distinzione, le dita erano tutte unite. E quindi già iniziando a pulire, mi sono resa conto che tante erano state le ridipinture. Per queste ultime si intende che ogni ridipintura era preceduta da una stuccatura di gesso, quindi via via – millimetro dopo millimetro – la statua aveva perso completamente la sua plasticità, nonché la cromia originale. Chi interveniva via via cambiava, metteva altri colori sempre con l’intento di renderla più bella».

Paola Davani e Meri Marziali, presidente di zona soci Coop e membro Cda Coop Alleanza 3.0

Dunque sono stati i soci Coop dapprima a votare e poi a finanziare il recupero dell’opera: «Volevamo essere con voi per condividere questo momento di festa – sottolineano Meri Marziali, consigliera d’amministrazione Coop Alleanza 3.0, e Paola Davani, presidente di zona dei soci Coop Alleanza 3.0 -. È una restituzione perché attraverso il progetto Opera tua, messo in campo dal 2017, attraverso l’1% dei prodotti venduti a marchio Coop, le risorse vengono investite sul territorio per restituirle alle comunità locali realizzando un “museo diffuso”. È per noi importante contribuire alla restituzione di una parte del patrimonio artistico».

Don Michele Cocomazzi, vicari foraneo di Castiglione Messer Raimondo

Visibilmente commosso il sindaco di Bisenti, Renzo Saputelli: «Mi ha emozionato ascoltare il lavoro compiuto sulla statua – osserva -. È un po’ come dare alla luce un figlio». Poco prima scoprire la statua restaurata, è poi intervenuto il vicario foraneo di Castiglione Messer Raimondo a ricordare l’importanza dell’otto per mille alla Chiesa Cattolica, attraverso il quale è stato possibile restaurare i locali parrocchiali di Bisenti, benedetti dall’arcivescovo di Valentinetti poco prima della santa messa: «La firma dell’otto per mille – ricorda don Michele Cocomazzi -, per tutti coloro che si considerano cattolici in Italia è un dovere di coscienza. Non costa assolutamente nulla, ma compie opere grandiose. La comunità dove avrebbe preso il denaro necessario per restaurare i locali parrocchiali? Dove l’avrebbe preso la comunità di Castiglione Messer Raimondo, per restaurare il Santuario di San Donato qualche anno fa? Le firme dell’otto per mille di tutta Italia sono venute in soccorso alle opere della nostra vallata. Grazie a Dio per il dono che ci ha fatto sperimentare».

Quindi la scopertura del velo e l’incensazione della statua riqualificata della Madonna in trono da parte dell’arcivescovo: «Se chi l’ha concepita questa immagine della Madonna l’aveva fatta bella, molto bella, veramente espressiva – conclude monsignor Tommaso Valentinetti, contemplando l’opera -, i secoli l’avevano rovinata, ma il restauro l’ha resa bellissima. Complimenti».

Il servizio di Radio Speranza
About Davide De Amicis (3929 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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