"Si è venuta a concretizzare – sottolinea l'arcivescovo Valentinetti – non solo quella che leggiamo sui report, ma anche una Caritas nascosta nascosta espressa da molti sacerdoti, parroci e laici in una dimensione di relazione personale nei confronti di chi ne aveva bisogno. Azioni che hanno fatto molto bene, le quali non possono essere riportate sui report sociologici, ma che sono la verità di uomini e donne che hanno vissuto questa prossimità"
"La nostra rappresentazione - ricorda Enzo D’Ascanio, organizzatore dell’evento - è tra le più antiche della zona, essendo risalente ad un secolo fa e nella nostra attuale rivisitazione utilizziamo ancora gli spartiti musicali dell’epoca, arricchendola con alcuni stornelli dialettali per renderla più moderna"
"Siate costanti - ricorda monsignor Tommaso Valentinetti, citando la lettera di San Giacomo apostolo -, siate pazienti, abbiate la calma e la costanza di vivere la vostra vita giorno per giorno. Guardate l’agricoltore, è paziente, aspetta che il frutto arrivi. Siate costanti anche voi, rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina, è più vicina di duemila anni fa, è più vicina di ieri, ogni giorno che passa è sempre più vicina, ma dobbiamo avere il coraggio della perseveranza in questa vita con la fede, non lamentandoci gli uni degli altri, ma prendendo come modello di sopportazione e costanza i profeti"