"Il volto dei minori delle periferie difficili e complesse delle nostre città - afferma don Francesco Soddu, direttore di Caritas italiana -, degli anziani isolati dentro il caos delle grandi aree urbane o nella solitudine delle aree interne, dei disoccupati ultracinquantenni privati della loro dignità di lavoratori, delle donne schiacciate tra difficoltà occupazionali e lavoro di cura, dei nuovi cittadini immigrati con le loro speranze di un futuro migliore. Se il nostro paese non dimenticherà questi volti, renderà sempre più realistiche, concrete e incrementali le misure per lottare contro povertà ed esclusione"
«Lungi da noi pensare che Dio disapprovi la facoltà della ragione, in virtù della quale ci ha creati superiori agli altri esseri animati. Lungi da noi pensare che la fede ci impedisca di trovare la spiegazione razionale di quanto crediamo, in quanto non potremmo neanche credere se non possedessimo un’anima razionale» (Sant’Agostino, Lettere, 120,1,3)
"Abbiamo bisogno della coraggiosa pazienza di camminare - sottolinea il Papa -, di esplorare strade nuove, di cercare cosa lo Spirito Santo ci suggerisce. E questo si fa con umiltà, senza grande pubblicità"
"Nella prima riunione che ho avuto con i vescovi italiani - ricorda Papa Francesco -, nel maggio 2013, una delle tre cose che ho detto: 'Con il governo italiano, arrangiatevi voi. Perché il Papa è per tutti, e non può mettersi in politica concreta, interna di un Paese'. Questo non è il ruolo del Papa. E quello che penso io è quello che pensa la Chiesa, perché questo non è il primo Paese che fa questa esperienza: sono tanti. Io penso quello che la Chiesa sempre ha detto”
"Tra loro - spiega il Papa - si devono parlare con parresìa: questo è il principio che ha salvato la Chiesa primitiva, il coraggio di Paolo di dire le cose, il coraggio degli apostoli di discutere tra loro"
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