"Si tratta di vivere concretamente le beatitudini - sostiene il cardinale Bassetti -, e dire ai giovani “Guarda che la tua sorte mi interessa, per quanto mi è possibile denuncio il male che ti è fatto e soprattutto. La tua lotta è la mia lotta, e la mia solidarietà, assieme a te, è capace di sviluppare dinamiche creative incredibili”. Questi giovani hanno diritto di sapere, dalla Chiesa, che chi trasforma il loro posto di lavoro in una trincea quotidiana fa l’opera del demonio, non quella di Dio"
"È bello pensare – riflette Papa Bergoglio - che il primo segno che Gesù compie non è una guarigione straordinaria o un prodigio nel tempio di Gerusalemme, ma un gesto che viene incontro a un bisogno semplice e concreto di gente comune, un gesto domestico, un miracolo, diciamo così, “in punta di piedi”, discreto, silenzioso. Egli è pronto ad aiutarci, a risollevarci. E allora, se siamo attenti a questi “segni”, veniamo conquistati dal suo amore e diventiamo suoi discepoli"
"Giovanni Paolo II - osserva Gigi De Palo, presidente del Forum delle famiglie - non parlava al presente ma al futuro. Quella era una profezia, perché questo è il tempo in cui non dobbiamo rassegnarci, in cui possiamo essere anche una presenza politica"
"Non è la religione in se stessa - sottolinea il cardinale Péter Erdő - che è alla base del terrorismo, è una sua degenerazione, una sua strumentalizzazione"
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