"Sappiamo molto bene che pensare insieme non è facile e non significa rinunciare alla propria idea - precisa monsignor Tommaso Valentinetti -, ma significa avere la capacità di saper trovare le logiche integrative, i pensieri diversi che però si possono unire. Ma non per nostra capacità o per buona volontà, ma perché se ci mettiamo dentro questa logica di ascolto di un lev shomea, sarà il Signore a fare tutto questo, non saremo noi"
"Se pensiamo che anche la sofferenza, nella dinamica della Pasqua - osserva il cardinale Petrocchi -, può diventare una porta aperta, un di più nella comunione con Dio e tra di noi, allora anche questa condizione che noi viviamo può essere l’occasione di rivedere la nostra esistenza, mettendo in campo scelte più forti e adeguate"