I presuli si sono confrontati, secondo quanto previsto dalla mozione votata dalla stessa Assemblea, su alcune proposte per dare attuazione alla Carta d’intenti: "Si tratta – ribadisce il comunicato finale – di un percorso che, pur cercando strade nuove, si snoda a partire da sentieri tracciati, con i contributi fondamentali dei Pontefici, da san Paolo VI a Francesco. Una ricchezza, questa, che si aggiunge al percorso compiuto dalla Chiesa che è in Italia dal Concilio ecumenico vaticano II a oggi, scandito dai Convegni nazionali"
"Dobbiamo entrare nella logica che se apparteniamo a Cristo - esorta l'arcivescovo Valentinetti -, abbiamo fatto una scelta di campo, una scelta evangelica. Non serviremo noi i ricchi, se essi non saranno distaccati dai loro beni, non serviremo mai chi ha il potere, se lo usa solamente per i propri vantaggi personali e non per essere al servizio del bene comune. Noi, con Cristo, alla luce di questa Parola, vogliamo proclamare la liberazione dei prigionieri, soprattutto dei poveri"
'"Gesù ci benedice, perché dice bene di noi - spiega monsignor Valentinetti -. Perché il suo amore, l'amore di Dio Padre, l'amore di Dio Figlio, l'amore dello Spirito Santo, è un amore infinito che si riversa su di noi. Allora, lasciandoci cullare da questo amore infinito, lungi dal temere il ritorno del Signore nella gloria, gli vogliamo dire, "Signore Gesù, vieni presto in mezzo a noi. Signore Gesù, torna presto in mezzo a noi e instaura quel regno di amore, di giustizia e di pace che tu ci hai promesso"'
"Invito tutto il popolo di Dio - sottolinea don Emilio Lonzi - a prestare attenzione a come la liturgia propone le preghiere e ogni volta che si vuole pregare, bisogna imitare la liturgia perché essa è maestra di preghiera"
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