"Noi non siamo chiamati ad essere la fotocopia di Francesco e nemmeno di Carlo Acutis - sottolinea monsignor Cipollone -, ma ad essere originali, come il giovane Carlo diceva, riconoscere qual è la nostra identità e qual è la nostra missione. E allora il transito, pur con tutte le difficoltà che potrebbe prevedere o anche non prevedere, arriverà"
"La nostra vocazione - spiega il Papa, citando Isaia - è ascoltare ciò che il Signore ci chiede: “Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio”. A noi viene chiesto di consolare, di aiutare, di incoraggiare, senza alcuna distinzione tutti i nostri fratelli oppressi sotto il peso delle loro croci, accompagnandoli, senza mai stancarci di operare per risollevarli con la forza che viene solo da Dio"
"Fare il punto sul nostro cammino di fedeltà al rinnovamento promosso dal Concilio e aprire nuove strade all’annuncio del Vangelo: «Questo lo scopo del nostro appuntamento fiorentino - precisa il presidente del Comitato preparatorio -, per rispondere all’invito al discernimento comunitario suggerito dal Papa ai vescovi italiani, nell’assemblea del maggio 2014"
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