"La pena di morte - spiega il Papa - è un’offesa all’inviolabilità della vita e alla dignità della persona umana, contraddice il disegno di Dio sull’uomo e la società e la sua giustizia misericordiosa, non rende giustizia alle vittime ma fomenta la vendetta"
"No all’abuso del lavoro precario – rilancia Papa Francesco -, che ha un impatto sulle scelte di vita dei giovani e talora costringe a lavorare anche quando le forze vengono meno. La precarietà dev’essere transitoria, non può protrarsi in eccesso, altrimenti, finisce per portare sfiducia, favorisce il rimando delle scelte di vita dei giovani, allontana l’ingresso nel sistema previdenziale e incrementa la denatalità"
"Rischiamo - avverte Papa Francesco - di fare un passo indietro: la rimozione della differenza è il problema, non la soluzione. Uomo e donna devono parlarsi di più, ascoltarsi di più, conoscersi di più, volersi bene di più. Devono trattarsi con rispetto e cooperare con amicizia"
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