"Non si può credere in Dio ed essere mafiosi. Chi è mafioso non vive da cristiano, perché bestemmia con la vita il nome di Dio-amore. Oggi abbiamo bisogno di uomini di amore – ribadisce Papa Francesco -, non di uomini di onore; di servizio, non di sopraffazione; di camminare insieme, non di rincorrere il potere"
"Ogni singola comunità diocesana – precisa il cardinale Bassetti - sarà impegnata ad ascoltare se stessa e quanti potranno offrirle un contributo nel discernere la realtà in cui è immersa. Questo processo, dobbiamo dirlo, non parte dal ‘nulla’, ma è originato da quello stile ecclesiale fiorito dal Concilio, e che io stesso ho voluto richiamare nella mia Prolusione all’Assemblea generale dei vescovi italiani dello scorso maggio. Le singole Chiese dovranno non solo elaborare nuove strade o itinerari, ma anche affinare lo sguardo per poter cogliere quei segni di rinascita che già sono presenti e spuntano come piccoli germogli. Ovvero una cura rinnovata per le azioni liturgiche; la riscoperta del ritmo salvifico dell’anno liturgico; la valorizzazione della Parola di Dio letta, meditata e pregata; la catechesi non scolastica e la passione creativa di tanti catechisti ed educatori; i preziosi gesti gratuiti e solidali di carità; la cura per le persone e per i loro passaggi di vita; lo sforzo di trovare linguaggi adatti a muoversi con sapienza nel nuovo mondo digitale"
"Ce ne sono molti - racconta Barsella - tra i migranti subsahariani, provenienti da Nigeria, Ghana, Eritrea, che però sono incanalati nei percorsi gestiti dai trafficanti e non hanno nessuna possibilità di andare in chiesa"