"Eravamo nella Sala regia in Vaticano - racconta don Fulvio -, quando Papa Francesco ci ha incontrati. Mi ha stretto la mano confidenzialmente, per un minuto, manifestandomi il desiderio di rendermi un estensore di misericordia. È stato un suo gesto dimostrativo, per dire che la misericordia non deve avere confini"
"Il vino migliore sta per arrivare, e sussurratelo ai disperati e a quelli con poco amore. Dio si avvicina sempre alle periferie di coloro che sono rimasti senza vino, di quelli che hanno da bere solo lo scoraggiamento; Gesù ha una preferenza per versare il migliore dei vini a quelli che per una ragione o per l’altra ormai sentono di avere rotto tutte le anfore. Il vino nuovo, il migliore, ci fa recuperare la gioia di essere famiglia"
"Una donna straordinaria - ricorda l'arcivescovo Valentinetti - perché, nella sua fragilità fisica, esprimeva una potenza d'amore fuori del comune. Del resto, la sua fibra molto forte che l'ha accompagnata fino a quasi 107 anni, è stata il segno della sua grande volontà di vivere e soprattutto di dare la vita per il Signore e per le persone a cui lei è stata mandata, prima in Africa come missionaria comboniana e poi qui come animatrice della carità"
"Chiediamo la sua intercessione - esorta monsignor Santuccione - per noi, perché nelle vicende della vita liete e tristi possiamo aggrapparci al Signore. E facciamo del bene secondo le nostre possibilità. Nunzio soldi non ne aveva, ma un sorriso e una consolazione agli ammalati li ha sempre donati e mai ha mormorato"
«Con questa proposta – spiega don Marco - vogliamo iniziare a guardare avanti, al dopo, a quando sarà passata la prima emergenza e saranno stati utilizzati i fondi stanziati dal governo in questi giorni». Un fondo per pensare oggi a chi domani farà più fatica a causa delle conseguenze del Covid-19.
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