"Eccellenza – ricorda don Antonio Elia Pirro -, tra tante altre cose, una mi ha sempre colpito in questi anni. Dopo le rarissime volte nelle quali non rispondeva immediatamente al telefono, quando richiamava esordiva con l'interiezione “Eccomi”. Un segno tangibile di una profonda e veritiera vicinanza, esercitata con la discrezione e la delicatezza che le sono connaturali. E se oggi siamo preti, lo dobbiamo certamente al Signore, ma indubbiamente anche lei, e non solo perché ci ha ordinati, ma perché non ha mai smesso di darci la viva e concreta testimonianza che solo una vita donata è una vita che vale la pena essere vissuta"
"Si è venuta a concretizzare – sottolinea l'arcivescovo Valentinetti – non solo quella che leggiamo sui report, ma anche una Caritas nascosta nascosta espressa da molti sacerdoti, parroci e laici in una dimensione di relazione personale nei confronti di chi ne aveva bisogno. Azioni che hanno fatto molto bene, le quali non possono essere riportate sui report sociologici, ma che sono la verità di uomini e donne che hanno vissuto questa prossimità"
"Dobbiamo pregare – precisa monsignor Valentinetti -, dobbiamo celebrare l’eucaristia tutte le domeniche, dobbiamo ascoltare la Parola tutte le volte che è possibile farlo, ma dobbiamo ricordare che non saremo giudicati sul numero di messe che avremo ascoltato, ma sull’amore. Il Vangelo è questo. Che il Signore ci dia la sapienza necessaria per vivere nella carità"
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