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Giubileo, chiusa la porta santa: “La fedeltà di Dio ci stupirà ancora”

"I 35 grandi eventi e il pellegrinaggio quotidiano – conclude monsignor Fisichella - hanno permesso di verificare una Chiesa dinamica, che sa guardare con realismo alle sfide che le si pongono, ma sempre fiduciosa di essere guidata dalla forza dello Spirito che la accompagna. È stato un Giubileo che ha seminato e i frutti verranno nel futuro"

Lo ha affermato stamani Papa Leone XIV, pronunciando l’omelia della santa messa dell’Epifania dopo aver chiuso il Giubileo 2025

Papa Leone XIV chude la porta santa della basilica di San Pietro - Foto: Vatican news

Stamani alle 9.41, dopo la processione e l’esecuzione dell’inno ufficiale, Papa Leone XIV ha chiuso la porta santa della basilica di San Pietro, compiendo un rito che ha ufficialmente concluso il Giubileo ordinario del 2025, dal tema “Pellegrini di speranza”, aperto dal suo predecessore Papa Francesco il 24 dicembre 2024. Tra i presenti al rito odierno, in una basilica gremita di fedeli, spicca il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella: «Come pellegrini di speranza – afferma il Papa, introducendo il rito di chiusura – abbiamo ricercato la via della vita alla luce della Parola di Dio e della sua misericordia senza limiti. Il pane disceso dal cielo ha sostenuto il nostro cammino. L’amore di Cristo ci ha spinti alla conversione, alla fraternità, alla ricerca della giustizia e della pace. Con animo grato ci accingiamo a chiudere questa Porta Santa, varcata da una moltitudine di fedeli, sicuri che il Buon Pastore tiene sempre aperta la porta del suo cuore per accoglierci tutte le volte che ci sentiamo stanchi e oppressi».

Quindi il Pontefice si è recato a piedi davanti alla porta santa e, dopo averla attraversata, si è inginocchiato per raccogliersi in preghiera. Quindi, una volta rialzatosi, ha chiuso i due battenti per raggiungere il suo trono e proseguire la liturgia eucaristica dell’Epifania del Signore. Nella successiva omelia, non è mancato un ulteriore richiamao verso il valore di questo Giubileo ormai concluso: «È bello diventare pellegrini di speranza – conclude Papa Leone XIV -. Ed è bello continuare ad esserlo, insieme! La fedeltà di Dio ci stupirà ancora. Se non ridurremo a monumenti le nostre chiese, se saranno case le nostre comunità, se resisteremo uniti alle lusinghe dei potenti, allora saremo la generazione dell’aurora. Maria, Stella del mattino, camminerà sempre davanti a noi! Nel suo Figlio contempleremo e serviremo una magnifica umanità, trasformata non da deliri di onnipotenza, ma dal Dio che per amore si è fatto carne»

Monsignor Rino Fisichella, pro-prefetto del Dicastero dell’Evangelizzazione – Foto: Siciliani-Gennari/SIR

Così si è chiuso l’Anno santo della speranza, del quale ieri il pro-prefetto del Dicastero per l’evangelizzazione monsignor Rino Fisichella ha tracciato il bilancio conclusivo nell’ambito di una conferenza stampa. Il dato finale sulle presenze ha raggiunto una cifra compresa tra i 33,4e i 33,8 milioni di pellegrini, con una media giornaliera di 90.400 presenze nei 358 giorni del Giubileo. L’Europa ha rappresentato il 62,63% dei flussi, seguita dall’America del Nord (16,54%) e dall’America del Sud (9,44%). Tra le nazioni, l’Italia guida la classifica con il 36,34%, seguita da Stati Uniti (12,57%), Spagna (6,23%), Brasile (4,67%) e Polonia (3,69%). I picchi dell’affluenza si sono registrati nel periodo del Conclave con 3,9 milioni di pellegrini e il Giubileo dei giovani con oltre 13 milioni: «La presenza dei pellegrini non ha tolto nulla a nessuno – esordisce monsignor Fisichella -. Il temuto pericolo, paventato da alcuni, che la presenza dei pellegrini avrebbe fatto diminuire i turisti o cancellato altri importanti eventi, è stato pienamente smentito dai risultati ottenuti su tutti i fronti».

Quindi il presule ha tracciato il bilancio spirituale del Giubileo: «La dimensione spirituale che è a fondamento del Giubileo – aggiunge il pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione – ha permesso di verificare un popolo in cammino con tanto desiderio di preghiera e conversione. Senza dover eccedere nel trionfalismo le basiliche papali, altri centri di preghiera, ad esempio la Scala santa, hanno registrato presenze mai viste in precedenza. Le confessioni sono state incrementate e la celebrazione giubilare del perdono pieno dell’indulgenza è giunta a tutti. Il Giubileo è stato realmente un anno di grazia».

Quindi monsignor Fisichella si è rivolto ai tantissimi volontari, i quali hanno offerto un contributo importante alla riuscita dell’evento: «Il grande mondo del volontariato – attesta l’alto prelato – non ha mai fatto mancare la sua attiva partecipazione. In un periodo di facile individualismo, la presenza per la Santa Sede di tanti volontari, 5 mila in servizio tutto l’anno, 2 mila che venivano dall’Ordine di Malta per fare il servizio di primo intervento presso le quattro basiliche, consente di avere uno sguardo colmo di fiducia e di serenità su tanti uomini e donne, giovani e anziani, che con la loro dedizione, gentilezza, sorriso, hanno permesso che il Giubileo si svolgesse in un clima di sicurezza e di familiarità».

La conferenza stampa a conclusione del Giubileo 2025 – Foto: Siciliani-Gennari/Sir

Ora l’attenzione si sposta verso un altro appuntamento centrale per la cristianità: «Adesso lo sguardo deve proiettarsi nel futuro – conferma monsignor Rino Fisichella –. Questo Anno Santo – continua citando la bolla di indizione “Spes non confundit” – orienta il cammino verso un’altra ricorrenza fondamentale per tutti i cristiani. Nel 2033, infatti, si celebreranno i 2 mila anni della Redenzione compiuta attraverso la passione, morte e risurrezione del Signore Gesù. Il cammino, pertanto, non è terminato. Si è trattato solo di una tappa significativa, ma propedeutica ad un altro evento di grazia che dovrà essere preparato con lungimiranza e forte considerazione di un altro evento di portata mondiale che è alle porte».

Un appuntamento in vista del quale il Giubileo ordinario 2025 è stata un’ottima “prova generale”: «I 35 grandi eventi e il pellegrinaggio quotidiano – conclude il presule – hanno permesso di verificare una Chiesa dinamica, che sa guardare con realismo alle sfide che le si pongono, ma sempre fiduciosa di essere guidata dalla forza dello Spirito che la accompagna. È stato un Giubileo che ha seminato e i frutti verranno nel futuro».

About Davide De Amicis (4804 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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