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Consacrati e consacrate: “Siate profeti che preparano la via al Signore”

"Sono presidi di Vangelo nei contesti più vari e impegnativi, anche in mezzo ai conflitti – attesta il Santo Padre -. Non se ne vanno; non scappano. Rimangono, spoglie di tutto, per essere richiamo, più eloquente di mille parole, alla sacralità inviolabile della vita nella sua più nuda essenzialità, anche là dove tuonano le armi e dove sembrano prevalere la prepotenza, l’interesse e la violenza"

Lo ha affermato ieri sera Papa Leone XIV, presiedendo la santa messa nella Giornata per la vita consacrata nella basilica di San Pietro

Papa Leone XIV presiede una celebrazione liturgica - Foto Vatican media/Sir

Ieri, nella Giornata mondiale della vita consacrata, Papa Leone XIV ha presieduto una celebrazione eucaristica solenne nella basilica di San Pietro nella cui omelia ha chiesto un impegno preciso ai consacrati e alle consacrate: «La Chiesa – esordisce il Papa – vi chiede di essere profeti: messaggeri e messaggere che annunciano la presenza del Signore e ne preparano la via». Quindi il Pontefice ha rilanciato l’esortazione che fece Papa Francesco: “Svegliate il mondo, perché la nota che caratterizza la vita consacrata è la profezia”.

Quindi il Santo Padre ha fatto riferimento agli ordini e alle congregazioni di appartenenza: «I vostri fondatori e le vostre fondatrici – ricorda -, docili all’azione dello Spirito Santo, vi hanno lasciato modelli meravigliosi di come vivere fattivamente questo mandato. In continua tensione fra terra e cielo, essi con fede e coraggio si sono lasciati trasportare, partendo dalla mensa eucaristica, chi al silenzio dei chiostri, chi alle sfide dell’apostolato, chi all’insegnamento nelle scuole, chi alla miseria delle strade, chi alle fatiche della missione. E con la stessa fede sono tornati, ogni volta, umilmente e sapientemente, ai piedi della Croce e davanti al Tabernacolo, per offrire tutto e ritrovare in Dio la sorgente e la meta di ogni loro azione».

Quindi Papa Leone ha rivolto un nuovo invito ai consacrati e alle consacrate, affinché si lancino «anche in imprese rischiose – incoraggia il Papa -, facendosi presenza orante in ambienti ostili e indifferenti, mano generosa e spalla amica in contesti di degrado e di abbandono, testimonianza di pace e di riconciliazione in mezzo a scenari di guerra e di odio, pronti anche a subire le conseguenze di un agire controcorrente».

A questo punto, Leone XIV ha conferito il suo mandato ai consacrati e alle consacrate: «Anche oggi, con la professione dei consigli evangelici e con i molteplici servizi di carità che offrite – richiama il Papa -, voi siete chiamati a testimoniare, in una società dove fede e vita sembrano sempre più allontanarsi l’una dall’altra, in nome di una concezione falsa e riduttiva della persona, che Dio è presente nella storia come salvezza per tutti i popoli. A testimoniare che il giovane, l’anziano, il povero, il malato, il carcerato, hanno prima di tutto il loro posto sacro sul suo Altare e nel suo Cuore, e che al tempo stesso ciascuno di loro è un santuario inviolabile della sua presenza, davanti al quale piegare le ginocchia per incontrarlo, adorarlo e glorificarlo».

Infine il Pontefice ha dato una definizione chiara delle comunità di religiose e religiosi presenti nel mondo: «Sono presidi di Vangelo nei contesti più vari e impegnativi, anche in mezzo ai conflitti – attesta il Santo Padre -. Non se ne vanno; non scappano. Rimangono, spoglie di tutto, per essere richiamo, più eloquente di mille parole, alla sacralità inviolabile della vita nella sua più nuda essenzialità, anche là dove tuonano le armi e dove sembrano prevalere la prepotenza, l’interesse e la violenza. La vita religiosa, col suo distacco sereno da tutto ciò che passa, insegna l’inseparabilità tra la cura più autentica per le realtà terrene e la speranza amorosa in quelle eterne, scelte già in questa vita come fine ultimo ed esclusivo, capace di illuminare tutto il resto».

Concludendo la sua omelia, il Sommo Pontefice ha richiamato anche il Concilio Vaticano II: «Ci ricorda – conclude Papa Leone XIV – che la Chiesa non avrà il suo compimento se non nella gloria celeste, quando verrà il tempo in cui col genere umano anche tutto l’universo troverà nel Cristo la sua definitiva perfezione. Anche questa profezia è affidata a voi, uomini e donne dai piedi ben piantati a terra, ma al tempo stesso costantemente rivolti ai beni eterni. Potete mostrare al mondo, nella libertà di chi ama e perdona senza misura, la via per superare i conflitti e seminare fraternità. La Chiesa oggi ringrazia il Signore e voi per la vostra presenza, e vi incoraggia ad essere, là dove la Provvidenza vi invia, fermento di pace e segno di speranza».

About Davide De Amicis (4795 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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