“A Rancitelli vogliamo la bellezza, non una discarica sociale”
"Gentilissima Presidente - scrive don Max -, nel mio piccolo, sto facendo del mio meglio per lasciare una Rancitelli migliore di come l’ho trovata, più vivibile e con più dignità umana; vedere dinanzi la chiesa parrocchiale, tossicodipendenti, che posso chiamare per nome e per cognome, venire a somministrarsi l’ultima dose, caricati dall’ambulanza e sapere che poi sono morti … è disumano!
Don Massimiliano De Luca, parroco degli Angeli custodi a Pescara
Gentilissima Presidente Meloni,
sono don Massimiliano De Luca, parroco della Parrocchia dei Santi Angeli Custodi, una Parrocchia considerata ‘di periferia’, in quanto ubicata a Rancitelli (nome di origine spagnola, originato fin dalla prima metà del sec. XVIII), un rione – geograficamente parlando – tutt’altro che periferico: è ben più vicino al centro della città, in confronto ad altri quartieri più “in”! Ma, per sua disgrazia, ha tutte le caratteristiche di un quartiere dormitorio, con circa 800 appartamenti di edilizia residenziale pubblica, oltre alle tante villette e palazzine private in un’area di 4km2. È stato abbattuto, come anche riportato dalle testate giornalistiche nazionali, il tristemente noto, Ferro di Cavallo, all’indomani dell’ennesimo omicidio, nel gennaio 2020; era un agglomerato di 120 appartamenti, di cui, al momento dello sgombero, 56 occupati abusivamente ed il fenomeno dell’occupazione abusiva delle case popolari, nel nostro territorio, è pilotato dai boss, che non concedono di occupare senza il loro permesso: esigono per loro la quota dell’affitto e se non possono essere pagati i 300/350€ imposti, si può o spacciare per loro, o conservare la loro droga nella ‘propria’ abitazione.
Oltre al fenomeno della criminalità, che solo da pochi anni è stata catalogata come “organizzata” e “di stampo mafioso”, c’è anche quello della povertà e la nostra Caritas parrocchiale assiste ben 105 c.a. Presidente Sig.ra MELONI Giorgia Presidenza Consiglio dei ministri Palazzo Chigi 00186 Roma famiglie (circa 400 persone), su una popolazione di quasi 4˙000 residenti; negli anni 2000 il territorio parrocchiale di nostra competenza contava 10˙000 abitanti, ma molti sono andati via oppure deceduti e gli appartamenti lasciati vuoti, magari dai nonni defunti, non sono stati abitati dai nipoti, che ben si guardano dal risiedere ‘gratis’ nel nostro rione. Legato al triste fenomeno della povertà (che non è mai solo di portafoglio, ma anche di testa!), c’è quello dell’abbandono scolastico e, una delle conseguenze, è stata la chiusura del plesso scolastico, al quale il territorio faceva riferimento, anche per eventi elettorali; il figlio dello spacciatore che interesse ha nel diventare ‘ingegnere nucleare’: guadagnerebbe mai quanto il padre, che riesce a movimentare anche 1˙000€ di cocaina al giorno? E poi, fin da giovanissimi, i rampolli delle famiglie malavitose, hanno nel portafoglio tanto denaro, che i loro coetanei possono solo sognare …
Gentilissima presidente, LE CHIEDO di applicare il medesimo criterio, che l’ha spinta a legiferare un numero massimo di studenti stranieri per classe, al fine di evitare le “classi ghetto” e favorire l’integrazione, anche ai territori, vietando categoricamente, per il futuro, l’edificazione di case popolari tutte concentrate nel medesimo rione, ma distanziandole tra loro, onde evitare che continuino a crearsi ghetti, che si trasformano poi in fortezze in mano alla malavita: è sicuramente da affrontare il problema delle abitazioni, ma anche quello dell’integrazione. Il Ferro di Cavallo, un vero e proprio delirio architettonico, ha vantato per decenni la poco invidiabile nomea di “paradiso della droga” nell’area medio-adriatica; ora lo si sta ricostruendo, facendo digerire la pillola amara ai residenti delle abitazioni private limitrofe, con la promessa che saranno dimora anche dei nuclei familiari appartenenti alle Forze dell’Ordine, alla Polizia Locale, alle Forze Armate e ai Vigili del Fuoco in servizio sul territorio regionale … ma sempre lì lo si ricostruisce. Già negli anni ’80 furono costruiti i viciniori “palazzi dei poliziotti”, che, in 3 decenni si sono svuotati di poliziotti e trasformati in normali abitazioni ERP uguali e tutte le altre limitrofe. Ho “strillato” con tutto me stesso, invitando Amministrazione Comunale e Regionale a parcellizzare su tutto il territorio cittadino le case popolari, con piccoli insediamenti, che si confondano con gli edifici privati attigui. Nella nostra ‘periferia’ sono già in costruzione altri 60 appartamenti in via Tronto. Bastano e avanzano quelli, oltre ai 784 appartamenti dell’ERP già esistenti: 176 in via Lago di Borgiano dove ben venga un giardino al posto dei tre palazzi da abbattere; 186 in via Lago di Capestrano; 72 in via Nora; 6 in via Lago di Lesina; 35 in via Osento; 20 in via Sangro; 253 in via Tavo; 36 in via Trigno.
Inoltre, tante abitazioni private senza inquilini e tanti inquilini senza abitazioni: il problema abitativo non può essere risolto solo con le case popolari, ma anche rendendo conveniente, per i proprietari, l’affitto di abitazioni vuote. Conosco bene i problemi della morosità, come anche quello dell’avere come affittuario uno spacciatore o prostitute che lavorano in un’abitazione, locata inizialmente ad una innocua famigliola o ad un ristretto gruppo di operai, poi diventati più di venti, che dormono a turno sullo stesso letto … Gentilissima Presidente, nel mio piccolo, sto facendo del mio meglio per lasciare una Rancitelli migliore di come l’ho trovata, più vivibile e con più dignità umana; vedere dinanzi la chiesa parrocchiale, tossicodipendenti, che posso chiamare per nome e per cognome, venire a somministrarsi l’ultima dose, caricati dall’ambulanza e sapere che poi sono morti … è disumano! Noi, del rione di Rancitelli, non vogliamo prestarci alla logica perversa, che vuole fare del nostro territorio la discarica sociale della città. Abbiamo bisogno di piazze, di punti di aggregazione, di fontane e di monumenti … il bello! Vogliamo la bellezza nel palcoscenico della nostra quotidianità, altrimenti Rancitelli sarà condannata a rimanere sempre Rancitelli. Gentilissima Presidente, La ringrazio per la pazienza per aver letto quanto scritto, e La saluto e La benedico.
Sacerdote Massimiliano De Luca




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