"La speranza cristiana – puntualizza Bergoglio - non è un lieto fine da attendere passivamente, non è l’happy end di un film. È la promessa del Signore da accogliere qui e ora, in questa terra che soffre e che geme. Essa ci chiede perciò di non indugiare, di non trascinarci nelle abitudini, di non sostare nelle mediocrità e nella pigrizia. Ci chiede – direbbe Sant’Agostino – di sdegnarci per le cose che non vanno e avere il coraggio di cambiarle; ci chiede di farci pellegrini alla ricerca della verità, sognatori mai stanchi, donne e uomini che si lasciano inquietare dal sogno di Dio, il sogno di un mondo nuovo, dove regnano la pace e la giustizia"
"È necessario – sollecita Papa Francesco -, soprattutto in un periodo come il nostro, rianimare la speranza e restituire fiducia. È un programma che la comunità cristiana non può sottovalutare. Ne va della credibilità del nostro annuncio e della testimonianza dei cristiani. La promozione anche sociale dei poveri non è un impegno esterno all’annuncio del Vangelo"
"Questa sera noi vogliamo ridire – afferma l’arcivescovo Valentinetti -, come San Cetteo che si è fidato del Signore Gesù che ha dato la vita per il Vangelo, che vogliamo continuare a fidarci di Lui, che vogliamo continuare a fidarci della sua Parola, dei suoi sacramenti, della Chiesa che è segno di questo Regno. E vogliamo far sì che la nostra povera vita, semplice, povera, indifesa e probabilmente contraddetta, sia un piccolo seme nel Regno dei cieli che nonostante noi, e al di là di noi, fiorisce e va verso il nido dell’eternità"
"Non sarà un Anno che viene a ostacolare le iniziative di ogni singola Chiesa locale – precisa monsignor Rino Fisichella -. Piuttosto si presenta come un periodo in cui ogni iniziativa programmata viene sostenuta in maniera efficace, proprio perché pone a suo fondamento la preghiera. Non ci sarà d’aspettarsi, pertanto, una serie di iniziative particolari quanto, piuttosto, proposte perché la preghiera della Chiesa venga di nuovo a rinvigorire e affrancare la vita di ogni battezzato"
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