"Noi portiamo il messaggio di cantare sempre - sottolinea Vincenzo Di Nicolantonio, direttore della Corale “Poco meno degli angeli” -. Il corista ogni volta che chiude gli occhi non lo fa perché vuole allontanarsi o vuole escludere l’ascoltatore, ma lo fa perché chiede all’ascoltatore di immergersi con lui anche se all’inizio si ha paura perché c’è il buio, ma è proprio nel profondo che si vedono le cose più belle"
"Non si conosce prima Dio e poi sia ama - precisa monsignor Valentinetti -, ma prima si ama e poi si conosce Dio, perché l’amore dentro di noi è Lui che l’ha stampato, è Lui che l’ha reso fecondo. Dunque, questo amore ci porta a riconoscere Dio. E allora, dove lo cerchiamo questo Dio e dove lo troviamo? Lo troviamo in quei gesti feriali d’amore nella storia di ognuno di noi, nella storia delle nostre famiglie, nella storia del nostro lavoro e della dedizione al lavoro, nella storia delle nostra onestà, nella storia delle nostre ricerche di verità, nella storia delle nostre ricerche di fraternità"
"Gli organizzatori - spiega una nota - vogliono, in particolare, ricordare nella preghiera quattro situazioni di conflitto e difficoltà, in Paesi membri o osservatori del Fiac, verso cui, da tempo, manca l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica: Colombia, Myanmar, Ucraina e Burundi"