"Il tempo - sottolinea il Papa - ci sta insegnando che non basta il solo inserimento geografico delle persone - ammonisce -, ma la sfida è una forte integrazione culturale. Questo lavoro è fondamentale e non rinviabile, a partire dalla consapevolezza che – come si legge nell’Evangelii gaudium – “il tutto è più delle parti” e dalla capacità di “lavorare per allargare lo sguardo”
"Parlare di Missione, con la M maiuscola, senza che vi siano missionari in carne e ossa, disposti a vivere fraternamente, non è possibile – ricorda il porporato -. Inoltre, se come Chiesa vogliamo davvero rendere intelligibile la fraternità nel mondo, dobbiamo vincere all’interno delle nostre comunità la tentazione all’individualismo"
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