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Cristiani perseguitati nel mondo: “Nel 2025 saliti da 380 a 388 milioni”

"In Siria i cristiani – si legge nella Word Watch List 2026 - hanno sofferto in modo sproporzionato a causa dei combattimenti e degli sfollamenti. La loro vulnerabilità derivava dall’assenza di un’autorità politica e militare, dai presunti legami con l’Occidente e da una percepita vicinanza al regime di Assad"

Lo ha reso noto l’organizzazione Porta aperte/Open doors, pubblicando la World Watch List 2026: la lista dei 50 Paesi dove si perseguitano più cristiani al mondo

Cristiani sfollati in Nigeria a causa delle persecuzioni - Foto: Porte aperte/Open doors



Nel 2025 sono saliti da 380 a oltre 388 milioni, nel mondo, i cristiani che sperimentano almeno un livello alto di persecuzione e discriminazione a causa della propria fede (1 cristiano ogni 7). Di questi, 201 milioni sono donne o bambine. Sono questi i dati sempre più preoccupanti ad essere emersi dalla World Watch List 2026 (Wwl): la lista dei primi 50 Paesi dove più si perseguitano i cristiani al mondo, presentata a Roma mercoledì 14 gennaio da Porte aperte/Open doors. È questa l’agenzia che, da 70 anni, è impegnata a sostenere i cristiani dei Paesi dove esiste la persecuzione anticristiana.

In particolare, la situazione per i cristiani è diventata sempre più grave in Siria. Qui le donne appartenenti alle minoranze religiose, incluse quelle cristiane, rischiano rapimenti, molestie sessuali e stupri. Inoltre, i cristiani disoccupati hanno grandi difficoltà ad ottenere un lavoro, mentre chi ne ha uno fa fatica a fare carriera. Purtroppo la Siria, secondo la Wwl, ha scalato la triste classifica piazzandosi tra le prime dieci nazioni, visto l’aumento delle pressioni e delle violenze rispetto all’anno passato. Infatti se lo scorso anno la Siria era al diciottesimo posto, quest’anno è salita al sesto.

Durante la recente guerra civile, «i cristiani – si legge nel rapporto – hanno sofferto in modo sproporzionato a causa dei combattimenti e degli sfollamenti. La loro vulnerabilità derivava dall’assenza di un’autorità politica e militare, dai presunti legami con l’Occidente e da una percepita vicinanza al regime di Assad. Gli stigmi culturali e la paura delle ritorsioni scoraggiano le donne a denunciare le aggressioni. Quelle cristiane ex musulmane subiscono violenze anche da parte delle loro stesse famiglie, tanto da essere costrette a sposare uomini musulmani, o se già sposate, a dover divorziare ed essere private della custodia dei figli. Analoga condizione per i cristiani ex musulmani sono costretti a far fronte a molteplici pressioni come l’essere minacciati dalla famiglia, picchiati o privati dell’eredità. I credenti possono essere sottoposti anche a forti pressioni sociali e costretti a sposare donne musulmane. Queste circostanze hanno spinto molti uomini cristiani a lasciare la Siria, causando un calo della popolazione cristiana e destabilizzando ulteriormente le comunità».

Dalla World Watch List 2026, si evince anche che «la pressione sui cristiani in Siria varia a seconda della regione in cui si trovano i cristiani – aggiunge l’approfondimento redatto da Porte aperte/Open doors -. La pressione maggiore si riscontra a Damasco e Aleppo, dove la crescente ostilità delle comunità musulmane conservatrici e dei gruppi estremisti crea incertezza e restrizioni, nonostante la storica presenza di una testimonianza cristiana in queste città».

A fronte di questa situazione, Porte Aperte sostiene i cristiani in Siria mediante partner e Chiese locali per aiutare e incoraggiare i credenti distribuendo Bibbie e opere di letteratura cristiana, ma anche assicurando la formazione e il discepolato, il supporto post-traumatico, aiuti di emergenza, microprestiti e altri sostegni socioeconomici.

About Davide De Amicis (4789 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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