Don Claudio Burgio torna a Pescara per “sperare nell’educare”
"Per noi – conclude Giselda Toppetti, coordinatrice della Pastorale scolastica diocesana –, in questo momento, è importantissimo imparare i nuovi gesti, il nuovo modo anche di stare accanto ai ragazzi senza quella autorità, ma piuttosto con quell'autorevolezza che ci permette di essere “amabili e non temuti”, come diceva Don Bosco"
Don Claudio Burgio, cappellano del Carcere "Cesare Beccaria" di Milano, parla agli studenti
A distanza di un anno, giovedì 19 febbraio 2026, tornerà a Pescara il cappellano del Carcere minorile “Cesare Beccaria” di Milano don Claudio Burgio. Il noto sacerdote, che è stato anche fondatore dell’Associazione Kayròs per l’accoglienza di adolescenti disagiati, interverrà nell’ambito di due incontri – organizzati e promossi dalla Pastorale scolastica dell’Arcidiocesi di Pescara-Penne – dal tema “Educare per disegnare nuove mappe di speranza oggi”, che riprende la lettera apostolica “Disegnare nuove mappe di speranza” scritta da Papa Leone XIV per il 60° anniversario della Dichiarazione conciliare “Gravissimum educationis”.

Il primo appuntamento, al quale prenderanno parte gli studenti di diverse scuole secondarie superiori di Pescara e provincia, si terrà alle 11 presso la chiesa della Visitazione della Beata Vergine Maria in via Carlo Alberto Dalla Chiesa a Pescara. Il secondo, invece, si terrà alle 15.30 nel vicino Teatro Cavour – ubicato nell’omonima via prospicente piazza Duca degli Abruzzi – a partire dalle 15.30 e sarà aperto soprattutto alle figure educative: «Al mattino con i ragazzi – spiega Giselda Toppetti, coordinatrice della Pastorale scolastica dell’Arcidiocesi di Pescara-Penne – ripartiremo esattamente dalle parole con cui ci eravamo lasciato lo scorso anno, relative alla giustizia, al perdono e a come si può perdonare. Al pomeriggio, con gli adulti, con gli educatori, ci sembra poi importante approfondire il tema della speranza nell’educare. Questo sia per le difficoltà che, come adulti, abbiamo nell’avere fiducia e speranza, ma anche per la difficoltà di comunicare con il mondo giovanile. A tal proposito don Claudio Burgio, che non parla ai giovani ma sta con i giovani, può aiutarci davvero ad aprire gli occhi».
D’altra parte, l’obiettivo di fondo di questo doppio appuntamento è rinsaldare l’alleanza educativa tra giovani, famiglia e scuola che, da qualche tempo, si è rotta provocando gravi disagi in tutte queste queste realtà costitutive della nostra società: «Per noi – conclude la coordinatrice della Pastorale scolastica diocesana –, in questo momento, è importantissimo imparare i nuovi gesti, il nuovo modo anche di stare accanto ai ragazzi senza quella autorità, ma piuttosto con quell’autorevolezza che ci permette di essere “amabili e non temuti”, come diceva Don Bosco».

La locandina dell’iniziativa


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