"Dopo la significativa assegnazione del premio Nobel per la pace al World Food Programme – riflette Simone Garroni, direttore generale di Azione contro la fame -, occorre adesso sostenere, concretamente, i programmi promossi da chi, da decenni, opera con l’obiettivo di ridurre l’insicurezza alimentare determinata non solo dai conflitti in corso ma anche dai cambiamenti climatici, dalle disuguaglianze socioeconomiche e dall’attuale emergenza coronavirus"
"Oggi - spiega don Gentili -, dinanzi a questo esodo di popoli e di famiglie occorre scendere da cavallo, come il buon samaritano, e farsi prossimi: è l’unico modo per uscire dalla globalizzazione dell’indifferenza denunciata da Papa Francesco. Farsi prossimo e prendersi cura, significa anche aiutare a addomesticare quella cattiva consigliera che è la paura della differenza e fa vedere il fratello come un nemico da cui difendersi"
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