"Una Chiesa unita e fraterna, o almeno che cerca di essere unita e fraterna - chiede il Papa -, che ascolta e dialoga; una Chiesa che benedice e incoraggia, che aiuta chi cerca il Signore, che scuote beneficamente gli indifferenti, che avvia percorsi per iniziare le persone alla bellezza della fede. Una Chiesa che ha Dio al centro e che, perciò, non si divide all’interno e non è mai aspra all’esterno. Una Chiesa che rischia con Gesù. Così Gesù vuole la Chiesa, così vuole la sua sposa"
"Umiliarsi - spiega il Papa - è prima di tutto lo stile di Dio. Uno stile che non finirà mai di sorprenderci e di metterci in crisi: a un Dio umile non ci si abitua mai! Solo se anche noi andremo su questa strada dell’umiliazione di Gesù vivremo una Settimana davvero Santa"
Se qualcuno vi dice che la malattia è una punizione di Dio, ditegli che è una bestemmia; se qualcuno vi dice che la pandemia è stata una punizione di Dio, ditegli che è una bestemmia; se qualcuno vi dice che la guerra può essere una punizione di Dio, ditegli che è una bestemmia. Perché tutto questo è opera degli uomini, non è opera di Dio. Dio è amore manifestato nell'amore di Gesù per tutta l'umanità
"O Croce di Cristo - prega il Papa -, insegnaci che l’alba del sole è più forte dell’oscurità della notte. O Croce di Cristo, insegnaci che l’apparente vittoria del male si dissipa davanti alla tomba vuota e di fronte alla certezza della Risurrezione e dell’amore di Dio che nulla può sconfiggere od oscurare o indebolire. Amen!"