“Ecclesia, semper reformanda est” - ricorda l'arcivescovo Valentinetti -. È una parola latina che non deve mai lasciarci. La Chiesa è sempre in riforma, è sempre in divenire, è sempre alla ricerca di modellare il suo paradigma di vita sulla realtà dove vive, ma non perché misconosce la dottrina, ma non perché misconosce la morale, ma perché si rende conto che la realtà dentro cui vive è totalmente diversa da quella precedente"
La ragionevolezza della fede cristiana richiede una riflessione sulle ragioni della nostra speranza in un Dio che nasce bambino, mentre nel mondo si diffonde la disperazione degli "adulti"..
"Solo accogliendo con umile gratitudine l’amore del Signore - sottolinea il Papa - ci liberiamo dalla seduzione degli idoli e dalla cecità delle nostre illusioni. Il Signore ci chiede di distaccarci da queste false ricchezze per entrare nella vita vera, la vita piena, autentica, luminosa"
"La conversione delle strutture, che la parrocchia deve proporsi – conferma il documento -, richiede un cambiamento di mentalità e un rinnovamento interiore, soprattutto di quanti sono chiamati alla responsabilità della guida pastorale". Ma il rinnovamento della parrocchia, puntualizza il testo, non riguarda unicamente il parroco: «Né - aggiunge - può essere imposto dall’alto escludendo il Popolo di Dio". Da qui la necessità di superare "tanto una concezione autoreferenziale della parrocchia, quanto di una clericalizzazione della pastorale. È la comunità intera il soggetto responsabile della missione, dal momento che la Chiesa non si identifica con la sola gerarchia, ma si costituisce come Popolo di Dio"