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Istituzioni: “Si affidino agli studenti. Siamo capaci e competenti”

“Non lasciamoci rubare la speranza” - incoraggia Elena Giannini -, perché vivere la speranza in questi giorni e poterla portare a casa è il primo augurio che mi sento di poter fare, rilanciando le parole di Papa Francesco

Lo ha affermato Elena Giannini, segretaria nazionale del Movimento studenti di Azione cattolica, alla Scuola di formazione per studenti in corso – da ieri a domani – a Montesilvano

Elena Giannini, segretaria nazionale del Movimento studenti di Azione cattolica

Al centro della nona edizione della Scuola di formazione per studenti (Sfs) del Movimento studenti di Azione cattolica (Msac), in corso al Pala Dean Martin di Montesilvanoda ieri a domani sul tema “High hopes” ovvero “Grandi speranze” – con la partecipazione di 2144 studenti di scuola secondaria superiore provenienti da tutta Italia, c’è la necessità che la scuola educhi sempre più alle competenze.

Per questo vengono approfondite sei “skills”, ovvero sei abilità (coscienza sociale, competenze digitali e intelligenza artificiale, pensiero critico, intelligenza emotiva, cittadinanza attiva e consapevolezza finanziaria), che tutti i partecipanti stanno acquisendo prendendo parte a 18 workshop (3 per ciascuna skill), dibattiti e attività di gruppo, così da sperimentare nuovi metodi di apprendimento e confronto. Abbiamo parlato di questo, e del contesto attuale vissuto dagli studenti, con la segretaria nazionale del Movimento studenti di Azione cattolica Elena Giannini (25 anni di Rimini, studentessa della Facoltà di Medicina), che ha concesso un’intervista al nostro notiziario diocesano La Porzione.it e all’emittente radiofonica diocesana Radio Speranza InBlu.

Elena, in questa Sfs state approfondendo queste sei abilità al fine di alimentare “Grandi speranze”. Quali sono e come sono nate?

«Queste grandi speranze sono un po’ gli studenti che sono qua oggi, perché pensare che ci sono più di duemila studenti che tutti i giorni dicono che gli interessa il loro mondo, la città in cui vivono, il Paese che sono chiamati e saranno magari chiamati, speriamo, a rappresentare un giorno, questa è sicuramente la prima grande speranza. Le altre speranze speriamo anche di poterle costruire e imparare a farle nostre in questi giorni. Il fatto che ci chiediamo come possiamo essere competenti per il mondo e che cosa possiamo dare noi al mondo, questo è già un cambio di prospettiva che ci aiuta ad affrontare tutte le sfide che ci arrivano in questi giorni, tutto il bombardamento di notizie belle e brutte che subiamo, ma la grande speranza è di viverle con una prospettiva diversa. Quindi accogliere le sfide del nostro tempo».

Dall’intelligenza artificiale alla finanza etica passando per la coscienza sociale, con la pace a fare da sfondo. Come state trasmettendo questi grandi temi in queste tre giorni così densa? È una sfida audace…

Gli studenti presenti al Pala Dean Martin di Montesilvano per la Sfs 2026

Questi temi innanzitutto rappresentano proprio una richiesta e un bisogno degli studenti. Il bisogno di sentirsi pronti, di sentirsi competenti in maniera trasversale per quelle che sono delle sfide che non sono categorizzate o chiuse in schemi preconfezionati. Da qui la scelta di improntare questi 18 workshop per affrontare queste grandi, grandissime tematiche, che vogliamo però avvicinare al mondo degli studenti. Workshop che sono stati costruiti sulla base di quelle che sono le metodologie didattiche alternative che, già a livello ministeriale, sono previste. Sta proprio qui il cambio di prospettiva. Quello che già oggi è concreto può essere reso ancora migliore e più adatto a noi».

Quindi quale messaggio volete lanciare a questi 2144 studenti presenti alla Sfs? Come volete ripartire da questo appuntamento, per tornare alla vita quotidiana dell’essere studenti, ma soprattutto dell’essere cittadini del nostro Paese e cittadini del mondo?

«Io farei due grandi citazioni rispetto a ciò, che ci hanno guidato in questo percorso. La prima è quella di Papa Francesco… “Non lasciamoci rubare la speranza”, perché vivere la speranza in questi giorni e poterla portare a casa è il primo augurio che mi sento di poter fare, rilanciando le parole di Papa Francesco. L’altra grande speranza o augurio che mi sento di lasciare agli studenti è che “la fatica che facciamo rappresenta essa stessa la speranza, in quanto finché c’è fatica c’è speranza. Anche questa è una citazione che il nostro presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ripreso, citando a sua volta Don Lorenzo Milani. Quindi  “non abbiate paura della fatica, perché finché c’è fatica c’è speranza”».

Come sta la scuola italiana? Voi siete il termometro della situazione, facendo anche parte della Consulta ministeriale, che supporta il Governo nel suggerire alcune prassi. A che punto siamo?

«Noi siamo molto contenti di poter partecipare e soprattutto di essere i rappresentanti del Forum delle associazioni studentesche al Ministero. Il ministro Valditara è stato presente con noi tramite un messaggio e speriamo di incontrarlo presto. Il fatto di poter rappresentare o comunque essere gli studenti che fanno parte del Movimento è esso stesso un termometro per noi, perché il Movimento studenti ha la grande ricchezza di poter essere capillare nel territorio e ciò si vede in quella che è la nostra rappresentatività a livello ministeriale, così come anche in quelle che sono le scelte che abbiamo fatto a livello dei temi della Sfs. Queste ultime rappresentano il bisogno di trasversalità, di competenze che non si racchiudano in materie, ma che comunque sappiano nascere da una scuola che ha delle grandi potenzialità, per fare in modo che appunto la scuola possa essere veramente un termometro della speranza che il nostro Paese può essere per noi».

Quindi qual è la richiesta che vi sentite di fare, in questo momento, al Governo per una scuola sempre migliore?

«Di cambiare prospettiva, di non lasciarsi rubare la speranza e di affidarsi reciprocamente noi alle nostre istituzioni e le nostre istituzioni ai suoi studenti e studentesse, perché siamo capaci e abbiamo le competenze per poterlo fare».

About Davide De Amicis (4827 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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