“Chiediamo al Signore di capire ciò che è buono, giusto e santo per la nostra vita”
"Tutti - sottolinea Padre Santi Ardiri, parroco di Sant'Andrea Apostolo - stiamo pregando tanti santi affinché il nostro vescovo continui a stare bene e progredisca sempre nel bene e nella salute. Quindi oggi è una grande gioia per noi averla qui"
Dopo alcuni problemi di salute che hanno costretto al riposo negli ultimi due mesi l’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti, stamani il presule è tornato a presiedere la santa messa in occasione della festa di Sant’Andrea Apostolo a Pescara. Una delle feste più sentite dai pescaresi, quella del patrono dei pescatori, alla quale l’arcivescovo non ha voluto mancare concelebrando la liturgia eucaristica con il parroco della comunità di Sant’Andrea Padre Santi Ardiri e con gli altri padri oblati attivi in parrocchia.

Nell’omelia, l’arcivescovo Valentinetti ha iniziato subito riflettendo sulle letture al centro di questa diciassettesima domenica del tempo ordinario: «La Parola di Dio di questa domenica – esordisce monsignor Valentinetti -, particolarmente nella memoria di Sant’Andrea che noi vogliamo celebrare, ci invita a riflettere sulla sapienza e particolarmente, sulla sapienza di chi è chiamato a governare prima di tutto le cose di questo mondo e poi le cose della vita. Salomone aveva ricevuto tanti beni e si mette davanti a Dio e dice: “Signore, ho ricevuto un sacco di beni, non sono degno di essere chiamato tuo figlio. Fammi diventare tuo discepolo e fammi regolare secondo la tua sapienza, perché io guidi il mio popolo, quel popolo che Tu mi hai affidato senza dubbi e senza incertezze”. Piacque agli occhi del Signore la proposta di Salomone, perché non aveva domandato le cose potenti di questo mondo, ma aveva domandato le cose semplici, le cose naturali».
A questo punto, l’arcivescovo di Pescara-Penne ha contestualizzato la Parola nel nostro tempo: «Oggi – osserva l’alto prelato – viviamo un tempo in cui le persone sono chiamate a verificare il proprio discernimento, la propria situazione di vita, soprattutto quelli che hanno potere dentro la storia dell’umanità, di un’umanità che chiede costantemente di essere guidata. È un’umanità che, purtroppo, diventa sempre più difficile da governare, ma noi vogliamo chiedere al Signore veramente che ci sia un’umanità capace di governare la vita dell’umanità, la vita della Chiesa, la vita del popolo. “Ti concedo un cuore saggio e intelligente. Uno come Te non ci fu prima di Te, né sorgerà dopo di te”. È questa la conclusione di Salomone, “perché non hai domandato ricchezza, potenza, forza e benevolenza o la vita dei tuoi nemici, ma hai domandato il discernimento nel giudicare”».

Proseguendo l’analisi del brano evangelico, monsignor Tommaso Valentinetti ha fatto notare come esso «ci parli ugualmente di una sapienza che si discerne nella ricerca della “perla preziosa” – cita il presule -. Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo. Un uomo lo trova e lo nasconde, poi va pieno di gioia e vende tutti i suoi averi per comprare quel campo. Il regno dei cieli è pronto a discernere ciò che è buono, ciò che ciò che è giusto, ciò che è santo, ciò che l’umanità forse non cerca, ma che deve cercare davanti al Signore. Il Regno dei cieli, dunque, è simile a un mercante che va in cerca di perle preziose. Noi siamo quei mercanti e dobbiamo cercare la perla preziosa. Noi siamo quell’uomo che getta nel mare la rete e raccoglie ogni genere di pesci, ma finalmente va a buttare i pesci cattivi e a salvaguardare i pesci buoni. Così sarà alla fine del mondo… Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti».Infine, l’arcivescovo Valentinetti ha rivolto un invito alla comunità: «Chiediamo al Signore – esorta – il discernimento, chiediamo al Signore la sapienza, chiediamo al Signore di essere capaci di capire ciò che è buono, ciò che è giusto, ciò che è santo per la nostra vita. Amen».

Al termine della celebrazione eucaristica, ha dapprima preso la parola il parroco Padre Santi Ardiri, che esattamente un anno fa ha sostituito Padre Carlo Mattei alla guida della parrocchia pescarese di Sant’Andrea Apostolo, il quale ha voluto spendere parole di riconoscenza e vicinanza nei confronti del presule: «Grazie al nostro vescovo – afferma Padre Santi – che come padre viene a visitare i suoi figli, la sua comunità, la sua Chiesa. Sappiamo che da tempo il vescovo non sta bene con la salute. Abbiamo pregato molto per lui. Quando questa mattina è arrivato ha detto: “Questa è la mia prima uscita dopo tanto tempo”. Ci teneva ad essere presente a questa solennità di Sant’Andrea, a visitare questa comunità. L’ultima volta che ci siamo incontrati con Sua Eccellenza, nella Cattedrale di San Cetteo, ci disse una cosa che ci ha commosso tutti, di non avere paura di mostrare le sue fragilità. E come vedete, Sant’Andrea, la Madonna, San Cetteo, tutti stiamo pregando tanti santi affinché il nostro vescovo continui a stare bene e progredisca sempre nel bene e nella salute. Quindi oggi è una grande gioia per noi averla qui. Poi il mio grazie va al sindaco e anche alle altre autorità, che non conosco personalmente, e poi tutto il comitato festa che ha organizzato, come ogni anno, la festa per Sant’Andrea. Non è soltanto una festa civile, ma è anche una festa religiosa, lo sappiamo, le due realtà si uniscono. È bello che ci ritroviamo insieme nella fede per celebrare Sant’Andrea, ma anche per celebrare altre realtà che magari stanno fuori, ma che fanno parte della comunità e che servono a riunire la comunità, a fare comunità, a renderci più famiglia, più fratelli tra di noi, tutti coloro che hanno collaborato alla buona riuscita di questa festa, con la processione che ci sarà fra poco. Domani poi si concluderà la festa. Un grazie di cuore va anche ai miei due viceparroci, Padre Angelo, che conoscete meglio, e Padre Roberto, che conoscete un po’ di meno perché è arrivato quest’anno, insieme a me, qui. È nuovo ed è anche il Superiore della nostra comunità. Ecco, ci guida anche lui come un padre».

A nome del comitato organizzatore dei festeggiamenti in onore di Sant’Andrea Apostolo, ha infine preso la parola anche Riccardo Padovano: «Come portavoce del comitato – conclude – voglio ringraziare tutte le autorità civili e militari che ci hanno consentito di organizzare queste magnifiche giornate della nostra festa, che dedichiamo a tutta la nostra comunità pescarese e oltre Pescara, ma in particolare alla nostra comunità parrocchiale, perché grazie alla partecipazione di tutti i cittadini, quest’anno siamo riusciti ad organizzare una buona attività religiosa, ma anche laica. Quindi vi ringrazio per la vostra attenzione e grazie per i consigli che ci avete dato, anche negli aspetti tecnici, perché domani sera ci saranno i fuochi pirotecnici che sicuramente richiameranno tanti turisti che verranno a vederli. Ma oggi tutte le barche sono pronte per venire dietro la processione, quindi tutti i pescatori hanno organizzato e vogliono partecipare alla manifestazione in onore del nostro Sant’Andrea».

Immancabile, dunque, la processione in mare dell’effige di Sant’Andrea Apostolo issata inizialmente su di un pick-up dell’Associazione Lifeguard – per attraversare il quartiere di Borgo marino nord – e poi sul motopeschereccio “Fabio” ormeggiato sulla banchina sud del fiume. Dietro di lui il motopeschereccio “Nuova Zita”, che ha accolto il Complesso bandistico “Città di Chieti”, e quindi tutto il seguito di imbarcazioni che ha partecipato alla processione con il lancio delle corone di fiori in onore dei caduti in mare della marineria nord e sud di Pescara.
In serata, il programma civile ha visto l’esibizione del cabarettista Vincenzo Oliveri che, sul palco antistante La Madonnina, ha portato il suo show “Roba da matti summertour”. Domani sera, alle 21.30, ci sarà il concerto dei “Kom” con tributo a Vasco Rossi e infine, alle 24, ci saranno i fuochi pirotecnici dalla diga foranea del porto.






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