Tre giorni di missione e la musica dei The Sun a Montesilvano
"Questo progetto – conferma don Pierluigi Pistone, parroco di Sant'Antonio di Padova a Montesilvano - nasce proprio con l'idea di dar vita a una piccola missione parrocchiale, che affonda le sue radici proprio nel sogno missionario della parrocchia sviluppato nell'ottica del cambio di mentalità che, come Diocesi, stiamo portando avanti per realizzare una Chiesa in uscita. Una Chiesa che prova a rimettersi in gioco impostando un'evangelizzazione nuova"
La Parrocchia di Sant'Antonio di Padova a Montesilvano
Si intitola “Io so(g)no qui!” la missione pastorale a cui darà vità la Parrocchia di Sant’Antonio di Padova a Montesivano venerdì 4, sabato 5 e domenica 6 settembre prossimi, con appuntamenti che coniugheranno l’annuncio di fede classico – consistente nell’invio di missionari nelle vie della città – a quello espresso in musica attraverso il concerto (ad ingresso gratuito) della rock band cristiana “The Sun”, che avrà luogo sabato 5 settembre alle 21 in piazza Fabrizio Quattrocchi a pochi metri dalla parrocchia stessa.
È questo il primo frutto concreto del “sogno missionario” elaborato dalla parrocchia montesilvanese nel corso del Cammino sinodale diocesano, del quale è stata protagonista avendo scelto di essere una delle 35 parrocchie “apripista” che hanno aperto subito all’elaborazione e all’attuazione di nuove sperimentazioni pastorali, sotto la guida del Centro studi “Missione Emmaus” che ha collaborato con la Chiesa di Pescara-Penne per la realizzazione di questo processo.

Al termine di questo cammino, dunque, giunge questa interessante e audace iniziativa realizzata in collaborazione con l’Associazione Alfa&Omega, con la partecipazione di Lift&Book promotion e il patrocinio del Comune di Montesilvano: «Questo progetto – conferma don Pierluigi Pistone, parroco di Sant’Antonio di Padova a Montesilvano – nasce proprio con l’idea di dar vita a una piccola missione parrocchiale, che affonda le sue radici proprio nel sogno missionario della parrocchia sviluppato nell’ottica del cambio di mentalità che, come Diocesi, stiamo portando avanti per realizzare una Chiesa in uscita. Una Chiesa che prova a rimettersi in gioco impostando un’evangelizzazione nuova».
La tre giorni avrà inizio venerdì 4 settembre con la santa messa, che verrà celebrata alle 18,30 in chiesa, seguita da un’adorazione eucaristica. L’indomani invece, al termine della messa delle 8,30 la missione entrerà nel vivo con la prima fase dal tema “Insieme per le strade della città”. In serata, alle 21, avrà quindi luogo il concerto dei The Sun. Domenica alle 9.30 ci sarà quindi la seconda fase della missione, dal tema “Incontriamoci e raccontiamoci: un momento di ascolto, condivisione e comunità”. Alle 18.30, infine, verrà celebrata la messa di ringraziamento.
Sarà questa una tre giorni che poggerà su altrettanti pilastri, preghiera, gioia e felicità: «Infatti il primo giorno, venerdì – approfondisce il presbitero -, sarà dedicato alla preghiera, con la messa di apertura e il mandato ai missionari. Poi ci sarà la festa del sabato con questo bellissimo concerto-testimonianza dei The Sun, giovani che fanno un rock cristiano parlando anche di loro e del loro incontro con il Signore, da cui è scaturita la loro conversione. La domenica, invece, si poggia proprio su quello che è l’esperienza cristiana dell’andare, dell’annunciare, dell’incontrare le persone. Ecco, il momento forse più bello, anche più delicato, sarà quello del sabato mattina alle 9.30 quando i missionari andranno per le strade della città. Ma mentre questo primo momento sarà più un invito a partecipare al concerto e ad ascoltare testimonianze di conversione, l’incontro della domenica mattina sarà invece una vera e propria esperienza di contatto e annuncio con le persone che avranno voglia di fermarsi un attimo con i nostri missionari e parlare un po’ con loro. Questi ultimi cercheranno semplicemente di avvicinare la gente, intraprendendo un dialogo che possa essere anche di testimonianza in riferimento a come loro hanno incontrato il Signore, se l’hanno incontrato o se hanno voglia di incontrarlo».
Ma i missionari coinvolti, più di 20, non saranno solo in questa esperienza: «Per ognuno di loro che opererà singolarmente o in coppia sulle nostre strade – precisa don Pierluigi –, ci sarà un intercessore che in chiesa – davanti al Santissimo Sacramento – pregherà per loro. Ai missionari e agli intercessori bisogna poi aggiungere un gruppo di 15 operatori pastorali, che accompagneranno tutti i momenti con la preghiera e il canto».
Questa missione parrocchiale sarà dunque una bella sfida sia per quanti la vivranno attivamente da missionari, ma anche e soprattutto per coloro che decideranno di accettare il loro invito e aprirsi al confronto: «Innanzitutto – conclude il parrocco di Sant’Antonio di Padova a Montesilvano – mi fa molto piacere che ci siano parrocchiani che hanno deciso di metterci la faccia. Quindi mi auguro che questo li aiuti a diventare cristiani più forti, cristiani più audaci, capaci di uscire per le nostre strade e vivere un cristianesimo quotidiano. Per le persone che incontreremo, invece, mi auguro che si aprano ad un annuncio o quantomeno anche alla curiosità di avvicinarsi, di venire, per poi magari incontrare il Signore nella gioia».





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