Tony Nevoso presenta il Festival della canzone Sant’Agostino 2026
"C'è il desiderio di lasciarci raccontare dai partecipanti – conclude Tony Nevoso -, attraverso la scelta delle canzoni proposte, il loro mondo, la loro sensibilità e il loro modo di esprimersi, celebrando al tempo stesso l'atto creativo e il dono del canto un dono che evidentemente riconduce a colui che quel dono ce lo ha infuso il Creatore"
Il cantautore pescarese Tony Nevoso
Dodici valorosi cantanti di ambito locale si sfideranno al Festival della canzone “Sant’Agostino 2026”, che avrà luogo nel giardino dell’omonima parrocchia di Città Sant’Angelo Marina domenica 30 agosto alle ore 21. Un evento canoro, a ingresso libero, nato da un’idea del cantautore – di origine angolana – Tony Nevoso e dal parroco don Nino Di Francesco: «Abbiamo pensato a questa manifestazione – racconta l’artista – in occasione dei festeggiamenti in onore di Sant’Agostino. Sarà una serata che celebrerà il gemellaggio tra due comunità, quella della mia parrocchia di origine – Sant’Agostino appunto – e quella che la vita mi ha portato a frequentare, ovvero la Visitazione della Beata Vergine Maria a Pescara».
A sugellare questo gemellaggio, sarà la che valuterà la perfomance di questo gemellaggio, la giuria chiamata a valutare i cantanti in gara sarà composta principalmente da persone impegnate nei servizi pastorali nelle rispettive parrocchie». Gli artisti che si esibiranno, non in ordine di uscita, sono: Sally (al secolo Luisa Marinelli), Lorella Di Giovanni, Diva (al secolo Cristina Conetti), Franco Midiri, Umberto De Lutis, Stefano Sera (al secolo Stefano Seracini), Rebecca Mattioli, GiuliaMe (al secolo Giuliana Marinelli), Laura Zizi, Andry (Andrea Crisante), Catia Di Benedetto e Fili (Filippo Di Donato).
Tutti i cantanti tranne uno, che eseguirà un brano inedito, reinterpreteranno brani che hanno segnato la storia musicale del nostro tempo: «C’è il desiderio di lasciarci raccontare dai partecipanti – conclude Tony Nevoso -, attraverso la scelta delle canzoni proposte, il loro mondo, la loro sensibilità e il loro modo di esprimersi, celebrando al tempo stesso l’atto creativo e il dono del canto un dono che, evidentemente, riconduce a colui che quel dono ce lo ha infuso il Creatore».






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