Cattedrale di San Cetteo: “La chiesa madre che accoglie tutti”
E' una preghiera forte e intensa - sottolinea monsignor Santuccione -, quella con cui vogliamo abbracciare la chiesa madre con la preghiera e tutta la città e tutte le parrocchie e tutte le comunità della nostra Arcidiocesi"
Mons. Francesco Santuccione, parroco della Cattedrale di San Cetteo
Con grande emozione, martedì 1° settembre il parroco della Cattedrale di San Cetteo monsignor Francesco Santuccione ha presieduto la santa messa, concelebrata dai componenti del Capitolo metropolitano don Luca Anelli, don Roberto Bertoia, don Remo Chioditti e don Giorgio Giampaolo, che ha ricordato il 49° anniversario della dedicazione della stessa Cattedrale la quale avvenne proprio il 1° settembre 1977.

Una data scolpita nella memoria e nel cuore di monsignor Santuccione, tanto da ricordarla fin dall’introduzione della liturgia eucaristica: «In quel giorno – ricorda il presbitero – ci fu una solennissima celebrazione, con le reliquie del nostro patrono San Cetteo vescovo e martire che furono riportate da Chieti, essendo prima custodite nella Cattedrale di San Giustino. Un accadimento veramente meraviglioso. Io c’ero, ero prete da poco, fu un evento di grazia che introdusse solennemente il grande Congresso eucaristico nazionale, il quale proprio quell’anno si tenne a Pescara con la presenza di San Paolo Sesto che è stato di casa qui. Non solo, il Papa venne anche perché l’allora arcivescovo Iannucci costituì l’attuale Fondazione Paolo VI che tanto ha fatto e fa per le persone in difficoltà. Allora è una preghiera forte e intensa, quella con cui vogliamo abbracciare la chiesa madre con la preghiera e tutta la città e tutte le parrocchie e tutte le comunità della nostra Arcidiocesi».
Nella successiva omelia, il parroco della Cattedrale ha ripercorso la storia della sua realizzazione, partendo dalla nascita della stessa Arcidiocesi di Pescara-Penne: «Riflettevo per questa celebrazione – osserva monsignor Francesco Santuccione -, su tutta la storia che il Signore ha scritto per la nostra Chiesa diocesana, perché è cosa recente. Le radici sono a Penne. Una diocesi antichissima, poi ampliata come Penne-Atri. In seguito è stata eretta questa chiesa in una città che cresceva e con l’unificazione di Castellamare Adriatico e Pescara divenne anche Provincia (nel 1927), il prossimo anno Pescara compirà 100 anni. In questo contesto venne mandato monsignor Pasquale Brandano. Uomo intelligentissimo, intraprendente, perché per fare questa chiesa sono serviti soldi, tempo e progettazione. Si è fatta aiutare dalle istituzioni e dalla Chiesa. Ha fatto tante dediche a questa chiesa, come quella alla Riconciliazione della Chiesa con lo Stato, ai Papi santi, quindi a San Cetteo. Lui è stato forte e coraggioso nel riuscire a edificare questo luogo di culto. Successivamente la sede diocesana venne portato da Penne a Pescara, con questa chiesa che divenne Cattedrale in un primo tempo non ancora consacrata».

Poi l’avvento del primo vescovo di Pescara-Penne, monsignor Benedetto Falcucci, il quale venne presto colpito da una cecità che lo costrinse ad abbondare l’incarico dopo pochi anni. Gli subentrò il suo vicario generale, giunto anch’egli dall’Arcidiocesi di Chieti-Vasto, monsignor Antonio Iannucci che rimase in carica fino al 1991 portando appunto a Pescara il Congresso eucaristico nazionale con San Paolo VI nel 1977. Le sue spoglie, per sua stessa volontà riposano proprio all’interno della Cattedrale di Pescara. Dopo di lui fu la volta di monsignor Francesco Cuccarese, scomparso di recente, in carica fino al 2005 quando arrivò al timone della Chiesa di Pescara-Penne l’attuale arcivescovo monsignor Tommaso Valentinetti: «La storia è “piccola” – conclude monsignor Santuccione -, ma la dimensione dev’essere un cuore grande, perché questa chiesa è stata strabenedetta da Dio. Tanti eventi grandi… Anche le spoglie di San Cetteo, per secoli rimaste a Chieti, furono riportate qui. Abbiamo le reliquie qui. Poi anche ogni vescovo ha tenuto alla Cattedrale. Monsignor Iannucci attuò la riforma liturgica all’indomani del Concilio Vaticano II. Monsignor Valentinetti ha rinnovato l’altare e la sede del vescovo in modo bello e gioioso. Un’opera chiamata “Il giardino della risurrezione”. Ogni vescovo ci tiene perché questa è la Chiesa madre, la Chiesa in cui tutti quanti si sentono accolti, nessuno è escluso».
Tra un anno ricorrerà il 50° anniversario della dedicazione della Cattedrale di San Cetteo, anticipando di pochi giorni il cinquantesimo anniversario del Congresso eucaristico nazionale di Pescara, che verrà celebrato dalla Chiesa di Pescara-Penne con alcuni importanti e solenni appuntamenti che verranno presentati nei prossimi mesi.





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