«La nostra chiesa locale – spiega monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne - ha voluto impegnarsi in questo progetto per questi primi 10 anni, appunto, per dare una chiara testimonianza di stabilità, per esserci nel vero senso della parola e per instaurare con la chiesa locale di Sapë un legame saldo. Non volevamo arrivare in Albania come assistenti o volontari, così come non volevamo intervenire con iniziative spot che servissero solo a creare aspettative e illusioni.
"Se ci siamo scoraggiati - osserva l'arcivescovo Valentinetti -, se vediamo che le nostre parrocchie accusano defezioni, se non ce la facciamo più a portare avanti quello che potevamo fare prima, qualche anno fa, non è questa la strada per rammaricarci, non è questa la strada per perdere il coraggio, non è questa la strada per perdere la speranza, perché il Signore ci vuole condurre ad una festa. Una festa di una Chiesa altra, di una Chiesa bella, di una Chiesa santa, di una Chiesa pura"