"Vi chiedo - invita monsignor Seccia - nel suo messaggio dopo la nomina, citando la seconda lettera ai Corinzi - di pregare per me e di rendervi disponibili a camminare insieme, poiché vengo a voi per essere collaboratore della vostra gioia"
«La qualità di vita di questi neonati – conludono il professor Fabris e la dottoressa Coscia - dipende infatti non solo dai progressi tecnologici, ma anche da un modello assistenziale globale, che si prenda cura di questi bambini e delle loro famiglie, con l’attenzione anche all’ambiente della Terapia Intensiva Neonatale. Un’ampia serie di lavori scientifici ha infatti dimostrato che la qualità e la vivibilità degli spazi di cura, la bellezza in senso lato e la forma artistica agiscono come elementi essenziali di benessere, nell’ottica dell’umanizzazione dell’assistenza».
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