Claudia Vuolo Costantin intervista il prof. Domenico Genovesi, dell’Unità Operativa radioterapia oncologica dell’Università “D’Annunzio” di Chieti – Pescara presso l’ospedale Ss. Annunziata di Chieti
"L’Europa - propone il cardinale Zuppi - deve garantire i diritti che detiene, garantendo flussi che siano corridoi umanitari e corridoi di lavoro, corridoi universitari, ricongiungimenti familiari che garantiscono futuro e stabilità, l’adozione di persone che cercano solo qualcuno che dia fiducia e opportunità"
Per Bassetti, in caso di approvazione, si darebbe il via a un piano inclinato: "Diverrebbe sempre più normale il togliersi la vita – riflette - e ciò potrebbe avvenire di fatto per qualunque ragione e, per di più, con l’avvallo e il supporto delle strutture sanitarie dello Stato. Uno scenario non solo devastante nei passaggi difficili dell’adolescenza, ma che indurrebbe a selezionare, mediante la formulazione di appositi parametri sanciti dallo Stato, chi debba essere ancora curato e chi non ne abbia il diritto"
"È importante – esorta la Fondazione Migrantes - costruire percorsi di cittadinanza che aiutino a rileggere l’uguaglianza sociale delle persone, mentre il dibattito odierno è da troppo tempo ancorato su posizioni ideologiche e di parte. Per una società generativa, occorre cambiare con urgenza la prospettiva di lettura rendendoci conto della realtà che ci circonda ancorata, se non proprio fondata, sulla mobilità"
"Il pronunciamento dell’organo consultivo del Consiglio d’Europa - accusa il ginecologo Filippo Maria Boscia - mira a scardinare il diritto all’obiezione di coscienza. Si è obiettori per ragioni morali o deontologiche, ma molti lo diventano, magari dopo avere praticato con convinzione aborti per anni, perché esplodono, per ribellione di fronte ai volti sofferenti di tante donne che poi vengono lasciate sole, per una sorta di burn out e di sindrome della distruzione della vita che si manifesta in chi invece, come il medico, la vita dovrebbe proteggerla"
"Il 10% più ricco - accusa Oxfam - è stato responsabile di oltre la metà (52%) delle emissioni di CO2 in atmosfera tra il 1990 e il 2015; l’1% più ricco del 15%, più di quanto non abbiano contribuito tutti i cittadini dell’Unione europea e il doppio della quantità prodotta dalla metà più povera del pianeta"
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