"Se al centro di tutto – avverte il Papa - rimaniamo sempre noi, con le nostre idee e presumiamo di vantare qualcosa davanti a Dio, non lo incontreremo mai fino in fondo, non arriveremo ad adorarlo. Se non cadono le nostre pretese, se non cadono le vanità, i puntigli, le corse per primeggiare, ci capiterà di adorare pure qualcuno o qualcosa nella vita, ma non sarà il Signore! Se invece abbandoniamo la nostra pretesa di autosufficienza, se ci facciamo piccoli dentro, allora riscopriremo lo stupore di adorare Gesù. Perché l’adorazione passa attraverso l’umiltà del cuore"
"L’attenzione ai nonni ed agli anziani – sottolinea il cardinale Kevin Farrell, prefetto del Dicastero per i Laici, la famiglia e la vita - non può essere qualcosa di straordinario poiché la loro presenza non è eccezionale, ma un dato consolidato delle nostre società. Il Santo Padre ci invita a prendere coscienza della loro rilevanza nella vita dei nostri Paesi e delle nostre comunità e a farlo in maniera non episodica, ma strutturale. Non si tratta, cioè, di rincorrere un’emergenza, ma di porre le basi per un lavoro pastorale di lungo periodo che ci coinvolgerà per i decenni a venire"
"Troppo spesso - rileva il Papa - sui bambini ricadono gli effetti di vite logorate da un lavoro precario e malpagato, da orari insostenibili, da trasporti inefficienti. Ma i bambini pagano anche il prezzo di unioni immature e di separazioni irresponsabili: sono le prime vittime. Subiscono gli esiti della cultura dei diritti soggettivi esasperati e ne diventano poi i figli più precoci"
"La condizione è accogliere in sé questa luce – avverte il Papa -, accoglierla sempre di più. Guai se pensiamo di possederla, di doverla solo ‘gestire’! Anche noi, come i Magi, siamo chiamati a lasciarci sempre affascinare, attirare, guidare, illuminare e convertire da Cristo"
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