"Mi spaventa solo l'idea - ammonisce monsignor Valentinetti - di qualche capo di Stato, che sta propinando che ci devono essere dei soldati che devono andare a combattere in terra ucraina e mi spaventa l'idea di quella reazione che potrebbe essere scatenata. Fratelli, il momento non è facile. Forse, così come mi avvertiva un fratello giorni fa quando parlavamo di questi problemi, ci sentiamo impotenti, ci sentiamo incapaci, ci sentiamo affaticati di fronte a queste problematiche così grandi. Ma abbiamo una grande arma, il Papa ce lo chiede continuamente, l'intercessione, la preghiera, il digiuno, il sacrificio. Piccoli gesti d'amore, piccoli passi d'amore, per essere - noi per primi - una cosa sola in pace"
"Se è vero - sottolinea monsignor Valentinetti - che evangelizzatori sono coloro a cui è affidato un ministero, è anche vero che evangelizzatori siamo tutti in forza del Vangelo uomini e donne nuovi capaci di poter parlare nel cuore e annunciare il Regno che viene"
"Dobbiamo imparare a stare dentro gli ambienti di vita - invita la professoressa De Simone -, per imparare a portare dentro questi ambienti - ma a partire dall'ascolto della comprensione profonda di quello che ne contraddistingue la realtà e a partire dalla condivisione, dalla capacità di stare appunto dentro - una speranza. L'amore per le realtà che dobbiamo abitare e che già abitiamo è fatto di profezia. Allora, si tratta di far venire fuori il meglio che c'è nella vita delle persone, nelle realtà di vita quotidiana, negli ambienti di vita comune, nel nostro territorio, nelle nostre città, nei nostri paesi. Far venire fuori il meglio che c'è"
"Non intendo pubblicare una esortazione apostolica, basta il documento approvato - precisa il Papa -. Nel documento ci sono già indicazioni molto concrete di guida per la missione nelle chiese nei diversi continenti e nei diversi contesti. Lo metto a disposizione di tutti, per questo voglio che sia pubblicato: lo consegno al santo popolo fedele di Dio"