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«Aspettando l’alba». Vivere la sofferenza nella luce della fede

Il romanzo-testimonianza di Lia De Vincentiis presentato ieri alla presenza dell’Arcivescovo

Ieri pomeriggio, presso il Centro pastorale della parrocchia “B.V. Maria della Pace” di Città Sant’Angelo, si è svolta la presentazione del libro «Aspettando l’alba», un romanzo autobiografico di Lia De Vincentiis, scritto nelle notti della malattia del caro marito Dino e pubblicato da Costa Edizioni.

All’evento è intervenuto l’Arcivescovo Valentinetti in ragione della «lunghissima amicizia che mi lega a Lia e che mi legava a Dino», ha spiegato, ricordando il grande impegno profuso dalla coppia, in un difficile momento parrocchiale, per tenere le redini della vita comunitaria.

Il legame ecclesiale e umano tra questa famiglia e mons. Valentinetti si è snodato nel tempo, anche durante la malattia di Dino. «Negli ultimi giorni della malattia, si era chiuso in un mutismo totale e non rispondeva più a nessuno. ― ricorda il presule ― Io sono andato all’ospedale di Penne, l’ho chiamato e Dino mi ha risposto». Una vicenda che ha segnato questo rapporto, tanto da essere ricordata nella dedica che la signora Lia ha voluto anteporre al volume:

Al mio Vescovo Tommaso Valentinetti, entrato misteriosamente nella nostra vita di sposi attraverso episodi che riguardano Dino e che ancora mi fanno pensare.

Nella ricca presentazione, intervallata dalla lettura di alcuni brani del libro, è intervenuto anche don Tonino Di Tommaso, perché «nei miei cinquantasei anni da prete, quasi cinquanta li ho vissuti con Dino e Lia, prima con l’Azione Cattolica e poi con l’Équipe Notre-Dame». È stato il sacerdote a leggere per primo le riflessioni scritte da Lia, durante le notti della malattia di Dino, suggerendone fin da subito la pubblicazione, dicendo: «quello che tu scrivi si legge come un romanzo, ma si medita come il Vangelo».

Nel raccontare la strada condivisa con la coppia, don Tonino ha spiegato che «Dino si era chiuso nel silenzio perché soffriva nel veder soffrire e cercava di evitare di soffiare sul fuoco della sofferenza». Una intera vicenda che, secondo il sacerdote, «ha una davvero dimensione profetica». Infatti, il libro presenta riflessioni permeate dal dolore e dalla sofferenza ma anche dalla «speranza di vedere sorgere una luce diversa. ― ha affermato il sacerdote ― Quando sei lì, di notte, a fianco della persona che ami e che vedi morire un po’ alla volta, è tutta la vita che ti ritorna. È un modo meraviglioso e doloroso di ripassare la propria vita alla luce di quello che sta avvenendo. La forza di questo libro è questa visione finale: l’alba ― non di domani, perché la notte non finisce mai per chi è malato ― ma di un giorno senza fine, che è Cristo Gesù, e ci dà la capacità non di cambiare le cose, ma di viverle in una maniera diversa».

Don Tonino, che ha anche curato la prefazione del libro, ha offerto un’ampia panoramica della coppia, definendo anch’essa come «profetica». In merito alla loro presenza costante e premurosa in parrocchia, come vero punto di riferimento della realtà ecclesiale locale, il sacerdote ha spiegato che «Dino e Lia hanno scoperto una paternità e maternità diversa, che hanno esercitato e vissuto a servizio della comunità parrocchiale». Un modello in cui «il prete fa il prete e la coppia di laici, la famiglia, guida, dirige e organizza» e al quale ― prosegue ― dovranno tendere molte nostre parrocchie.

Ha poi preso la parola l’autrice Lia De Vincentiis, raccontando la nascita degli scritti ora pubblicati: «la notte era la nostra stanza del silenzio e in quel silenzio ci siamo incontrati in un modo completamente nuovo, rinnovato: eravamo veramente una sola persona in due. Quando la sofferenza non viene vissuta come il male peggiore, che ci impedisce di vivere la vita, anche continuando a sognare la vita, allora può partorire qualcosa di grande e di bello». La chiave di volta ― testimonia Lia ― sta nel «vivere la sofferenza con l’apertura verso il Signore: ci ha creati per la gioia anche quando si soffre. Quel poco di fede ha trovato una luce grande che ci ha invaso, ci ha fatto vedere l’oltre, ci ha fatto aspettare l’alba, in un modo completamente diverso, con la gioia del cuore».

About Alfredo Battisti (108 Articles)
Classe 2000, è di Torre de' Passeri. Avvocato e Giornalista pubblicista. È attualmente dottorando di ricerca in Diritto civile e borsista del Centro Universitario Cattolico.

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