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Torna a splendere la chiesa di Santa Maria in Piano a Loreto Aprutino

"È una gioia – sottolinea monsignor Valentinetti - riconsegnare al culto una chiesa bellissima, che speriamo possa riprendere tutto il suo vigore e tutta la sua importanza. Tra l’altro, essendo di questa chiesa proprietaria la parrocchia, potremo benissimo interagire con quest’ultima per usare questa chiesa in circostanze particolari, come lo sono ad esempio i matrimoni"

L’antico luogo di culto è stato riaperto lo scorso 24 aprile, a seguito dei lavori di consolidamento sismico e restauro, in presenza delle autorità e dei cittadini

L'interno della chiesa di Santa Maria in piano a Loreto Aprutino
L’arcivescovo Valentinetti taglia il nastro della chiesa, con la Soprintendente Chiara Delpino e il sindaco Renato Mariotti – Foto: Antonio Blasioli

Dopo tre anni di chiusura, a seguito dei lavori di consolidamento sismico e restauro degli apparati decorativi dovuti ai danni inflitti dal sisma 2016-2017, lo scorso venerdì 24 aprile è stata riaperta e riconsegnata al parroco di Loreto Aprutino – don Marco Antonio Fernandez Angulo – la chiesa di Santa Maria in Piano.

L’evento è avvenuto nell’ambito di una sentita e partecipata cerimonia, alla quale hanno partecipato le autorità religiose, civili e militari a partire dall’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti, il quale ha espresso tutto il suo giubilo per la riapertura: «È una gioia – sottolinea il presule – riconsegnare al culto una chiesa bellissima, che speriamo possa riprendere tutto il suo vigore e tutta la sua importanza. Tra l’altro, essendo di questa chiesa proprietaria la parrocchia, potremo benissimo interagire con quest’ultima per usare questa chiesa in circostanze particolari, come lo sono ad esempio i matrimoni».

Le autorità e i cittadini presenti nella chiesa

La chiesa, già documentata nel XII secolo tra i beni del Monastero di San Bartolomeo di Carpineto della Nora, presenta un’unica navata suddivisa da archi ogivali su semicolonne che si conclude con un’abside ottagonale, realizzata con gli interventi di trasformazione del XVI secolo condotti per volere dell’abate Giovanni Battista Umbriani di Capua, come risulta dall’incisione ai lati dell’architrave del portale principale. A queste opere si riferiscono anche il corpo porticato in facciata, la sopraelevazione della torre campanaria, gli interventi sul portale principale gotico (1599) e la realizzazione del portale laterale (1560). La volta a spicchi sull’abside, dove campeggia un maestoso altare dorato, con una ricca statuaria policroma, databile alla metà del ’600, è protetta da un tiburio cilindrico con lanterna.

L’esterno della chiesa

L’interno è impreziosito da cicli di affreschi per lo più quattrocenteschi, ad eccezione di due riquadri cinquecenteschi sul lato sinistro. Emerge, sulla controfacciata, il celebre Giudizio Universale, databile alla fine del terzo decennio del XV secolo, mancante della parte destra per l’inserimento della seicentesca cantoria. Il ciclo, realizzato con una tecnica simile all’encausto, costituisce uno degli esempi più importanti della pittura del ‘400 in Abruzzo.

Aldo Giorgio Pezzi, responsabile unico del progetto per la Soprintendenza

I lavori, aggiudicati all’impresa Cir Edilizia srl di Penne e finanziati con il Decreto Mibact rep. n. 109 del 19/02/2018 per un importo di 1.073.200,00 euro a cui sono stati aggiunti ulteriori 150 mila euro, sono stati coordinati dalla Soprintendenza Archeologia, Belle arti e paesaggio di Chieti-Pescara attraverso il procedimento coordinato dall’architetto Aldo Giorgio Pezzi, responsabile unico del progetto: «Abbiamo realizzato un intervento di miglioramento strutturale – spiega il funzionario della Soprintendenza -, perché la chiesa ha subito dei danni consistenti, soprattutto nella parte dell’abside, con cedimenti fondali e lesioni significative. Ma questi lavori sono stati anche l’occasione per migliorare l’architettura e gli apparati decorativi interni, apportando quindi un intervento complesso che ha riguardato tutta la sfera del restauro, dalla parte strutturale fino agli ultimi elementi decorativi. L’aver riaperto questa chiesa è una responsabilità che sentiamo sotto un doppio binario. Il primo è quello verso la collettività, perché ci rendiamo conto che dopo tanti anni restituiamo un bene che era atteso a lungo da una comunità veramente ampia che è quella dell’area vestina. Dall’altro è anche farci carico dell’eredità lasciata da chi è venuto prima di noi, conducendo restauri in Abruzzo in maniera esemplare a partire dai pionieri Gavini e Biolchi, passando per i tanti soprintendenti. Mi vengono in mente Armando Venema, anche Riccoboni e poi Delogu, Mattia e fino ad arrivare agli anni ’80 con Renzo Mancini».

Chiara Delpino, Soprintendente Archeologia, Belle arti e paesaggio di Chieti-Pescara

È stata invece l’attuale soprintendente alla Belle arti e paesaggio di Chieti-Pescara Chiara Delpino a riconsegnare il tempio sacro dopo la sua riqualificazione: «Sono molto contenta – afferma la dirigente della Soprintendenza -. È stato un ottimo risultato, frutto di un lavoro di squadra. Hanno partecipato funzionari molto competenti della Soprintendenza. È stato un intervento complesso, che ha avuto bisogno di molteplici specialisti tecnici, il quale ha riguardato tanto le parti strutturali quanto proprio il restauro degli apparati architettonici e decorativi. Alla cerimonia d’inaugurazione, c’è stata una fitta presenza della comunità di Loreto e per noi è un’ulteriore soddisfazione restituire un edificio sacro, che è anche un edificio culturale così tanto sentito dalla comunità».

Eliseba De Leonardis, restauratrice della Soprintendenza

Ad eseguire i restauri è stata l’esperta della Soprintendenza Eliseba De Leonardis: «Per quanto riguarda gli apparati decorativi – illustra la restauratrice -, in questo intervento noi ci siamo occupati soprattutto della messa in sicurezza, quindi nei punti in cui c’erano distacchi, problemi di decoesione, abbiamo provveduto ai consolidamenti in modo che poi fosse possibile realizzare gli interventi strutturali e architettonici in sicurezza, senza creare problemi ai dipinti. E naturalmente, questi ultimi sono stati anche un po’ puliti perché erano parecchio impolverati. Nel corso di questa messa in sicurezza, sono emersi alcuni frammenti di dipinti murali più antichi che erano stati poi nei secoli coperti da uno scialbo bianco. Quindi abbiamo deciso di riportarli alla luce in modo che siano visibili. Poi, in futuro, verranno ulteriormente studiati e analizzati per capire a quale fase storica della decorazione della chiesa appartengono».

Renato Mariotti, sindaco di Loreto Aprutino

A rappresentare la gioia della comunità loretese per la ritrovata chiesa di Santa Maria in piano, è stato il sindaco Renato Mariotti: «Questo è un luogo identitario della nostra comunità – ricorda il primo cittadino -, non solo loretese ma vestina la quale tornerà ad avere un riferimento internazionale, facendo in modo che l’attenzione sul nostro territorio sia importante così da poter valorizzare al meglio tutte le nostre peculiarità storiche, artistiche, architettoniche e dei prodotti tipici mediante questo straordinario monumento nazionale».

Luigi Carnevale, prefetto di Pescara

Non a caso, a congratularsi per l’importante risultato ottenuto è stato anche il prefetto di Pescara Luigi Carnevale che ha partecipato alla cerimonia di riconsegna: «È stato bello – riconosce il Prefetto – vedere tutta questa presenza non solo delle autorità, ma soprattutto del popolo di Dio di questo circondario bellissimo, che sto conoscendo per la prima volta. Questa chiesa sicuramente non è soltanto patrimonio storico, artistico, architettonico, ma ha anche un significato e un valore identitario e la presenza di tanta gente in questa occasione lo ha testimoniato. Questo bisogno di ritrovarsi, di riunirsi di fronte a questo edificio di culto, è una testimonianza del bisogno dell’uomo verso il Trascendente, verso qualcosa che ci elevi da queste dalle tante nostre miserie purtroppo terrene».

About Davide De Amicis (4853 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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