"Sentiamo troppo parlare di riarmo – osserva il cardinale Zuppi -. Di fronte alla tragedia della guerra capiamo il rischio che corre oggi tutta la famiglia umana, perché la guerra “non è un fantasma del passato, ma è diventata una minaccia costante. E spaventa"
"La maternità e la paternità rompono l’individualismo – rilancia il cardinale Zuppi -. Un figlio cambia la vita, c’è un prima e un dopo. L’individualismo è una grande malattia, porta tante patologie. C’è l’individualismo digitale di cui siamo ancora all’inizio per cui forse si potrebbe fare qualcosa. La vera sconfitta e liberazione dall’individualismo è che non siamo un’isola, anche se attrezzata e collegata, e dobbiamo stare con gli altri"
"Per noi la pace non è solo un auspicio – ribadisce il cardinale Zuppi -, ma è la realtà stessa della Chiesa, che germina – come il segno di pace – dall’Eucaristia e dal Vangelo. La Chiesa e i cristiani credono nella pace, siamo chiamati a essere tutti operatori di pace, ancora di più nella tempesta terribile dei conflitti. Durante la Seconda Guerra mondiale la Chiesa era tra la gente e sul territorio"
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