Né accanimento, né abbandono terapeutico, la linea sempre sostenuta dalla Conferenza episcopale italiana e ribadita dal suo presidente: "Il malato - sottolinea il cardinale Bagnasco - chiede di essere accompagnato in ogni momento sia sotto il profilo delle terapie che delle relazioni, questa prossimità fa la differenza"
"Se non recuperiamo la metodologia dell’umanizzazione e della tenerezza - ammonisce monsignor Valentinetti -, il nostro messaggio resta muto. Può essere il messaggio più bello e significativo che possiamo inventarci, possiamo fare fantasmagorie di cartelloni, ma non servirà a niente se tutto questo non passa attraverso uno scambio di umanità di qualcuno che prende per mano la sorella, o il fratello, e gli dice “Vieni con me, ti farò vedere dove abita il Maestro”