Unità dei cristiani: “Siamo un unico corpo, perché uniti dall’amore di Dio”
Don Achille Villanucci, direttore dell'Ufficio diocesano per l'Ecumenismo e il dialogo interreligioso
Inizierà domani la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2026, dal tema “Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito come una sola è la speranza alla quale Dio via ha chiamati” (dalla lettera agli Efesini 4,4), che avrà luogo in tutta la Chiesa così come in quella particolare di Pescara-Penne da domenica 18 a domenica 25 gennaio.
In ambito locale saranno due gli appuntamenti promossi e organizzati, entrambi a Pescara, dall’Ufficio diocesano per l’Ecumenismo e il dialogo interreligioso. Innanzitutto lunedì 19 gennaio 2026 alle 19.30, presso la parrocchia di San Giuseppe in via Matese, si terrà una preghiera ecumenica con la partecipazione del parroco rumeno ortodosso Alin Iarca e di alcuni evangelici. Inoltre giovedì 22 gennaio alle 19.30, presso la Biblioteca diocesana “Carlo Maria Martini” in piazza Spirito Santo 5, ci sarà la conferenza dal tema “Protestanti e cattolici per la pace” con la relazione del teologo valdese Fulvio Ferrario.
Due appuntamenti ai quali la Chiesa di Pescara-Penne invita i pescaresi, e non solo, a partecipare: «Con il tema di quest’anno – spiega don Achille Villanucci, direttore dell’Ufficio diocesano per l’Ecumenismo e il dialogo interreligioso –, si è voluto sottolineare che come cristiani siamo uniti come un corpo è unito nelle sue membra e tutte le membra formano un corpo solo. Così noi come cristiani cattolici, protestanti e ortodossi siamo un corpo solo perché vivificati da un unico Spirito».
Da qui l’obiettivo di continuare promuovere l’unità delle Chiese cristiane, la quale non viene assolutamente mortificata dal rispetto delle singole specificità: «L’unità – precisa don Achille – non è certo scardinata dalle differenze liturgiche oppure nello stile di preghiera. Le abitudini sono diverse, ma sono diverse anche nelle stesse Chiese – tra la Chiesa africana e la Chiesa europea c’è uno stile diverso -, nello stesso cattolicesimo, nello stesso protestantesimo. Dev’essere normale considerare una certa differenza. Noi siamo uniti, non uniformi, non omologati, tutti con lo stesso pensiero. Siamo uniti dal Signore, lo adoriamo, l’amore di Dio unisce tutti quanti».
E le Chiese cristiane, in questi tempi difficili segnati dalla guerra che bussa insistentemente alle porte dell’Europa, particolarmente in questa settimana uniranno le loro voci anche per lanciare un ennesimo e convinto appello per la pace: «Il mondo vuole la pace – conclude il direttore dell’Ufficio diocesano per l’Ecumenismo -, vuole stare unito. Il mondo vuole dialogare. Le controversie non si risolvono con le armi, ma con il dialogo e con i negoziati. Da questo punto di vista, la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani sarà un segnale in più che lanceremo».




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