“Un’economia che cura persone, pianeta e futuro”: Massimo Pallottino agli studenti del Tito Acerbo di Pescara
«Il tema delle disuguaglianze e del cambiamento climatico sono legati tra di loro e c’è un problema di sistema dietro, un problema di modello di sviluppo»
Venerdì 20 febbraio, presso l’Istituto Tito Acerbo di Pescara, si è svolto un incontro dal titolo “Economia che cura persone, pianeta e futuro”, promosso dalla Caritas diocesana di Pescara-Penne. Protagonisti del dialogo sono stati Massimo Pallottino, coordinatore dell’Unità Studi e Advocacy di Caritas Italiana, e Corrado De Dominicis, direttore dell’organismo diocesano.
L’iniziativa, dedicata al tema “Pace ed Economia”, ha coinvolto direttamente gli studenti dell’istituto, che hanno scelto l’economia e la finanza come percorso di studi, invitandoli a riflettere su un modello economico alternativo.

«Questo vuole essere l’invito a pensare a un’economia giusta, a un’economia diversa, a guardare gli occhi con un mondo diverso soprattutto alle giovani generazioni in un’ottica che non sia solo quella del PIL e di quella che ci viene raccontata nel mainstream e della crescita senza fine, ma di quella che tenga in considerazione le tante disuguaglianze che ci sono nel mondo, il giusto equilibrio ambientale che dobbiamo mantenere e tutte le attenzioni ai più fragili, ai più poveri», ha spiegato De Dominicis introducendo l’incontro.
Un passaggio centrale ha riguardato il tema della responsabilità collettiva: «Queste non sono solo per chi ha ricchezze o solo per chi riesce a sostenere la famosa transizione ecologica perché ricco. Questa è la portata di tutti ma bisogna fare delle scelte di priorità, dandone ai più fragili, a coloro che sono investiti dal cambiamento climatico, a coloro che sono investiti da un’economia che non mette al centro la persona». E ha aggiunto: «Vogliamo mettere al centro la persona e lo vogliamo fare in modo particolare con i giovani perché sono quelli che costruiscono non solo il domani ma soprattutto il presente».
Massimo Pallottino nel suo intervento ha dedicato ampio spazio al tema delle disuguaglianze, affrontato in modo diretto e dialogico con gli studenti. «Le disuguaglianze non sono sempre state lì» Ha spiegato ricordando come le disuguaglianze siano invece sempre diminuite nella storia «fino alla fine degli anni ’70 del secolo scorso. Dall’inizio degli anni ’80 hanno ricominciato a salire». Un fenomeno che non è solo economico ma profondamente sociale, determinando secondo Pallottino un fenomeno “preoccupante”.
Per spiegare le conseguenze concrete, ha fatto riferimento alla vita quotidiana: «Se io vedo il mio vicino che stava come me e che all’improvviso riesce a comprarsi una macchina più bella oppure vedo l’altro vicino dall’altra parte che stava come me e vedo che adesso fa fatica ad andare avanti mi faccio delle domande. Una società troppo diseguale è una società che non è felice».

Una società meno felice, chiarisce Pallottino, «vuol dire che la gente non è contenta, ha meno possibilità di andare a scuola, la gente ha meno capacità di accedere a beni essenziali o a servizi essenziali». Anche in Italia, ha sottolineato, il problema è evidente: «C’è un sacco di gente che non riesce più a curarsi, per esempio».
Un messaggio, tuttavia, non pessimista: «Le disuguaglianze sono un problema, ma possono in realtà diminuire perché nella storia sono diminuite. La disuguaglianza non è un destino». Un altro grande tema affrontato è stato quello del cambiamento climatico, strettamente legato alle disparità economiche secondo il pensiero di Palottino: «Il tema delle disuguaglianze e del cambiamento climatico sono legati tra di loro e c’è un problema di sistema dietro, un problema di modello di sviluppo». Infatti, a pagare le maggiori conseguenze del cambiamento climatico, dice ancora Pallottino, saranno le persone più povere.
La giornata si è conclusa nel pomeriggio, alle ore 18, con un secondo incontro, la presentazione del volume di Caritas Italiana “Andare oltre la crescita economica. Il ruolo dell’Europa nella costruzione di un’economia giusta”, ospitata presso la Biblioteca Diocesana Carlo Maria Martini di Pescara. Anche in questa occasione, Massimo Pallottino ha guidato il confronto, approfondendo il ruolo delle istituzioni europee nella costruzione di un’economia più equa e sostenibile.



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