Rai Way e Caritas raccolgono le olive dove prima c’erano le antenne
"L'iniziativa – ricorda Corrado De Dominicis, direttore della Caritas diocesana - è nata dalla volontà del Rai Way di rivalorizzare questo terreno con queste piante che avevano a disposizione e poi, ovviamente, si è incrociata con la nostra volontà di mettere insieme tutto il know-how di cui disponiamo nei nostri percorsi di inclusione socio lavorativa, trovando la giusta intesa anche con delle aziende partner del territorio, che ci consentono di fare al meglio questo percorso insieme"
Gli accolti Caritas raccologono le olive nell'appezzamento di Rai Way a San Silvestro
Dalle olive delle campagne di San Silvestro Pescara non nasce solo olio extravergine, ma anche un progetto che coniuga salvaguardia del Creato, inclusione socio-lavorativa di persone fragili e supporto agli Empori solidali e alle mense della Caritas diocesana di Pescara-Penne.

Tutto questo è il progetto avviato negli ultimi giorni, per la prima volta, da Rai Way (l’azienda del gruppo Rai che gestisce l’apparato di trasmissione televisiva e radiofonica della televisione di stato) e Fondazione Caritas dell’Arcidiocesi di Pescara-Penne Ets, grazie al quale 220 ulivi secolari presenti in un ampio appezzamento di sei ettari – che in passato ha ospitato il centro delle trasmissioni in onde medie di Rai Way Abruzzo – sono stati oggetto della cura e della raccolta delle olive da parte di tre utenti dei Centri di accoglienza straordinaria gestiti dalla Caritas pescarese.
E allora, per alcuni giorni e abbacchiatori alla mano, i tre accolti – regolarmente contrattualizzati attraverso l’accordo stipulato con un’azienda partner – hanno avuto l’opportunità di vivere un’esperienza lavorativa e inclusiva che, dopo la lavorazione delle olive che avverrà in un oleificio coinvolto nel progetto, consentirà di produrre l’olio solidale che in parte riempirà le bisognose dispende delle mense e degli Empori Caritas e, in parte, verrà utilizzato da Rai Way per alcune iniziative aziendali: «Questo progetto – sottolinea l’ingegner Luigi Maria Aliberti, vice direttore nazionale di Rai Way e direttore di Rai Way Abruzzo – ci consente di valorizzare questo terreno che era sostanzialmente incolto, noi facevamo una semplice manutenzione. Oggi invece stiamo ridando vita a queste 220 piante che aspettavano proprio di essere curate, per produrre tante olive e olio. Siamo a un terzo del percorso perché questo progetto è ampio e avrà un respiro di tre anni. Quindi, al termine di questo periodo, abbiamo previsto che queste piante tornino a produrre al 100% della loro potenzialità».

Una partnership inedita e apprezzata da Rai Way, quella siglata con la Caritas diocesana di Pescara-Penne: «Questa collaborazione – aggiunge Aliberti – è fondamentale, perché inaugura una modalità di progettuale veramente nuova anche per noi, che dà un valore aggiunto eccezionale sia in termini di prospettive, sia in termini di inclusione, di valorizzazione del territorio e rientra all’interno anche dei nostri obiettivi di sostenibilità, perché noi redigiamo annualmente un bilancio di sostenibilità dove appunto i valori fondamentali sono proprio questi che stiamo mettendo in campo oggi qui a Pescara San Silvestro».
Molto soddisfatta anche la Caritas diocesana di Pescara-Penne: «L’iniziativa – ricorda Corrado De Dominicis, direttore della Caritas diocesana – è nata dalla volontà del Rai Way di rivalorizzare questo terreno con queste piante che avevano a disposizione e poi, ovviamente, si è incrociata con la nostra volontà di mettere insieme tutto il know-how di cui disponiamo nei nostri percorsi di inclusione socio lavorativa, trovando la giusta intesa anche con delle aziende partner del territorio, che ci consentono di fare al meglio questo percorso insieme».
Un valore aggiunto è stato poi il coinvolgimento degli ospiti dei Centri di accoglienza straordinaria: «I tre ragazzi che abbiamo coinvolto – conclude De Dominicis – hanno avuto la possibilità di lavorare e di fare anche un po’ di formazione al lavoro, acquisendo delle competenze da poter utilizzare nel loro percorso di inclusione socio-lavorativa. Essendo questo un progetto triennale prevede degli step, quindi ci auguriamo che nelle prossime edizioni riusciremo a coinvolgere più ragazzi possibili».




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