"Non vogliamo - sottolinea Oliviero Forti - fare la semplice equazione secondo la quale chiunque viene in Italia proviene da zone con disastri ambientali o da guerre, ma è indubbio che questi elementi sono importanti"
"C'è grande desiderio di coinvolgere soprattutto i giovani nella missione - rilancia monsignor Michele Autuoro - e di ripartire sempre dal Vangelo, in una prossimità con tutti e anche con nuove relazioni che, come anche il documento del Sinodo della Chiesa italiana dice, anche quello della Chiesa universale, imparando da Gesù, imparando anche proprio dal Vangelo. E soprattutto riscoprire questa missio ad gentes, sempre più nell'ottica della cooperazione tra Chiese, quindi nello scambio e nel farsi dono tra le Chiese"
"Questo periodo della vita - osserva il Papa - è diverso dai precedenti. Dobbiamo anche un po’ inventarcelo, perché le nostre società non sono pronte, spiritualmente e moralmente, a dare ad esso il suo pieno valore. E anche la spiritualità cristiana è stata colta un po’ di sorpresa, e si tratta di delineare una spiritualità delle persone anziane"
La causa di ogni male, secondo il Papa - è il peccato: «Che fin dal suo apparire in mezzo agli uomini – osserva - ha interrotto la comunione con Dio, con gli altri e con il creato, al quale siamo legati anzitutto attraverso il nostro corpo. Rompendosi la comunione con Dio, si è venuto ad incrinare anche l’armonioso rapporto degli esseri umani con l’ambiente in cui sono chiamati a vivere, così che il giardino si è trasformato in un deserto"