"Non possiamo perpetuare assolutamente meccanismi di morte - ammonisce l'arcivescovo Valentinetti, ma dobbiamo perpetuare meccanismi di vita profondamente umana, che sono sacramento e segno di una vita che va al di là della morte, che è capace di sfidare anche la morte"
"È bene - spiega il Comitato organizzatore - soffermarsi sulla denominazione, perché tale messa non deve essere intesa come una cerimonia “per” gli artisti, ma come una cerimoni animata da persone, che si dedicano all’arte per se stesse e per gli altri. Di conseguenza le letture, i canti e i commenti musicali saranno curati da professionisti"
"Abbiamo bisogno che le Caritas e le comunità cristiane siano sempre in ricerca per servire tutto l’uomo. Perché la via del Vangelo ci indica che Gesù è presente in ogni povero. Ci fa bene ricordarlo per liberarci dalla tentazione, sempre ricorrente, dell’autoreferenzialità ecclesiastica ed essere una Chiesa della tenerezza e della vicinanza, dove i poveri sono beati, dove la missione è al centro, dove la gioia nasce dal servizio
"Certamente siamo impegnati a ricostruire il patrimonio artistico e architettonico - afferma l'arcivescovo D'Angelo -, ma soprattutto si è protagonisti nella ricostruzione dello spirito, anima della nostra persona. La bellezza che troviamo nelle strutture e nella nostra tradizione culturale, ereditata dai nostri padri, è per noi ricchezza di umanità, un dono che ci è stato consegnato e dal quale ne cogliamo i valori più alti e profondi dell’uomo, ma rimane l’impegno di trasmetterlo ai nostri figli"
(c) 2010-2014 - La Porzione ... nel frammento, tutto! - Iscritta al Registro speciale stampa del tribunale di Pescara n. 26/2010