"Viviamo un tempo di profondi cambiamenti - sottolinea suor Alessandra Smerilli -, che ci interpella a mettere sempre la persona umana al centro. Il vero sviluppo non si misura soltanto da ciò che siamo capaci di realizzare, ma da quanto sappiamo custodire la dignità di ogni persona e farci prossimi a chi è più fragile, povero e dimenticato"
"Oltre il 67% delle persone con bisogni in tre o più ambiti – denota l’organismo pastorale della Cei -, rientra in una fascia di vulnerabilità medio-alta o alta. Gli interventi puramente assistenziali non bastano più, serve un cambio di paradigma verso politiche integrate e percorsi “capacitanti” che restituiscano alle persone autonomia, dignità e possibilità di futuro"
"Il 4 maggio al lavoro sono tornati per il 73% uomini - sottolinea Agnese Ranghelli, coordinatrice Donne Acli -. Questo rientro al lavoro di uomini ha caricato di ulteriori compiti di cura le donne all’interno della famiglia e non vi è dubbio che molte famiglie, a volte anche composte da sole donne con i figli, si trovano costrette a scegliere se rientrare nel mercato del lavoro o far fronte alle esigenze di accudimento della prole e dei propri genitori o cari"
"Credo che l’Europa - osserva Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant'Egifio - abbia i suoi valori, è stata fondata a partire dal diritto e dalla solidarietà. Sono questi i valori che ci devono guidare, perché è una strada che ha mostrato in questi anni quell’umanità di cui c’è bisogno. L’unica cosa in più che deve fare l’Europa è impegnarsi con più forza per la pace nel mondo"
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