Ripensare l’istruzione per un’Europa competitiva
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«Soltanto se dotiamo i bambini e i giovani delle abilità necessarie, comprese le cosiddette “abilità trasversali”, assicureremo che l’Unione europea disponga dei mezzi per rimanere competitiva e cogliere le opportunità offerte dall’economia della conoscenza». Lo ha affermato Androulla Vassiliou, Commissario europeo per l’Istruzione e la Cultura, anticipando una serie di argomenti inseriti nell’iniziativa politica denominata “Ripensare l’istruzione”, presentata quest’oggi.
Nello specifico la Commissione, dopo aver svolto un’ampia indagine in 31 Paesi, i 27 Stati dell’Unione Europea più Croazia, Turchia, Norvegia e Islanda, ha dedotto come, oltre alle tradizionali discipline insegnate a scuola, sia necessario rafforzare la conoscenza e la capacità di valutazione da parte dei sistemi scolastici in materie quali le competenze informatiche, l’imprenditorialità e la cittadinanza. Sono queste le materie che non sono oggetto di studio in tutti i Paesi oppure mancano adeguati sistemi didattici ed educativi: «Le scuole in generale – ha aggiunto il Commissario Vassiliou – prestano un’attenzione insufficiente a queste abilità trasversali rispetto a quelle di base, quali la capacità di leggere e scrivere oppure la matematica».
Comunque le otto competenze sulle quali oggi ha insistito la Commissione europea , con l’iniziativa “Ripensare l’istruzione”, sono la comunicazione nella madrelingua, la comunicazione in lingue straniere, la competenza matematica e le competenze di base in campo scientifico e tecnologico, la competenza digitale, “imparare a imparare”, le competenze sociali e civiche, “senso di iniziativa e di imprenditorialità”, e “consapevolezza ed espressione culturali: «L’integrazione delle competenze informatiche – ha relazionato l’Esecutivo europeo – dell’imprenditorialità o dell’educazione alla cittadinanza nelle discipline centrali può imporre alle scuole di cambiare la didattica e di definire obiettivi di apprendimento concordati e adeguati metodi di valutazione».