"La festa, quest'anno - osserva Padre Vincenzo –, assume la precarietà della vita nel suo insieme. Dovrebbe esserci maggiore fiducia nel Signore, affinché ci liberi da questo virus che ha prodotto squilibri a livello familiare, sociale, di lavoro e religioso"
"La Chiesa italiana - si legge nella nota finale dell’incontro dei vescovi - è in prima fila in tale servizio, con oltre 22 mila migranti ospitati in circa 1.600 strutture di diocesi, parrocchie, comunità religiose e famiglie"
"L’incontro con l’altro – ricorda il Papa - è anche incontro con Cristo. Ce l’ha detto lui stesso. È lui che bussa alla nostra porta affamato, assetato, forestiero, nudo, malato, carcerato, chiedendo di essere incontrato e assistito, chiedendo di potere sbarcare"