"Umiliarsi - spiega il Papa - è prima di tutto lo stile di Dio. Uno stile che non finirà mai di sorprenderci e di metterci in crisi: a un Dio umile non ci si abitua mai! Solo se anche noi andremo su questa strada dell’umiliazione di Gesù vivremo una Settimana davvero Santa"
"Come diceva il Servo di Dio Guglielmo Giaquinta “Tutti santi, ma tutti fratelli” - ricorda Loredana Reitano -, perché dove c'è la santità è forte la fraternità e quest’ultima si esprime anche nella gioia. Soprattutto i giovani devono viverla, nell'allegria della festa, nel farsi compagnia gioiosa l'uno con l'altro, passando un momento bello, allegro, spensierato e scoprendo che questa compagnia e amicizia dei santi non è una cosa triste, oscura, ma è una gioia e una luce
"Dobbiamo lasciarci cambiare il cuore dall’emergenza che abbiamo vissuto - invita il Papa -. Permettere cioè che, attraverso questo momento storico, Dio trasformi i nostri criteri abituali di interpretazione del mondo e della realtà. Non possiamo perseguire solo la protezione di noi stessi, ma è l’ora di impegnarci tutti per la guarigione della nostra società e del nostro pianeta, creando le basi per un mondo più giusto e pacifico, seriamente impegnato alla ricerca di un bene che sia davvero comune"
"È questo un appuntamento - sottolinea Roberta Casalini, responsabile pescarese della Comunità di Sant'Egidio - che aspettiamo noi per primi, perché è una festa di famiglia in cui chi serve si confonde a chi è servito. Un po’ come accade in ogni famiglia, quando si ritrova a tavola"
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